Cronaca

"Ti sciolgo nell'acido": a processo per stalking, ma la moglie ritira la querela

Era finito a processo per stalking ma il giudice ha dichiarato il non luogo a procedere dopo che la moglie aveva ritirato la denuncia fatta. Era anche acusato di maltrattamenti ma è stato assolto

Aveva alzato le mani sulla figlia e minacciato la moglie in più occasioni fino a bucare le ruote della sua macchina. Per questo era finito sotto processo con l’accusa di stalking, maltrattamenti in famiglia, lesioni e danneggiamenti. E ieri il giudice monocratico Francesca Grassi ha assolto l’imputato dall’accusa di maltrattamenti in famiglia e ha dovuto dichiarare il non luogo a procedere per gli altri capi di imputazione, dopo che la moglie aveva rimesso la querela in fase dibattimentale. 

IMG-20140307-WA0001-2L’uomo, difeso dall’avvocato Roberto Gusmitta (in foto) aveva maturato nel tempo problemi di dipendenze ed era finito alla sbarra per due episodi in particolare. I primo risale al 17 febbraio del 2013, quando in casa è scoppiata una lite. Il motivo? La figlia minorenne avrebbe chiesto alla madre il permesso di uscire con un’amica, senza interpellare lui. Sarebbe bastato questo per mandarlo in escandescenza. Secondo la denunce fatte all'epoca l’uomo, in preda al raptus, si sarebbe rivolto alla moglie dicendo: “Ti strappo le budella ti metto in un sacco nero e ti sotterro a te e tutta la tua famiglia”. Poi si sarebbe anche accanito contro i figli: “Vostra madre vi ha comprato brutti bastardi”. Poi avrebbe sbattuto la figlia sul letto e l’avrebbe picchiata.

Un episodio di violenza dopo il quale l’uomo è stato allontanato da casa. Tuttavia non ha mai spesso di tempestare di telefonate la donna con cui era sposato da 10 anni. “Ti sciolgo nell’acido”; “Guardati alle spalle”; “Ti conviene dormire con un occhio aperto perché te la faccio pagare”. Tutte frasi riportate ieri dalla pubblica accusa e che sono state confermate dalla parte offesa, che ieri ha deposto sul banco dei testimoni.

Tutto fino al secondo episodio, risalente allo scorso 6 marzo. La donna era andata a prendere la figlia fuori dalla palestra. Dopo che la giovane era salita in macchina con la madre, sarebbe arrivato il padre che, prima ha aperto la portiera della figlia dicendole che le voleva bene e poi avrebbe bucato le gomme dell’auto. Le lacrime della figlia non hanno fermato l’anconetano che poi, si è affacciato al finestrino della moglie dicendo: “Te l’avevo detto che te l’avrei fatta pagare”. 

Ma la moglie, dopo averlo denunciato, ha ritirato la querela. E l’unica accusa che era rimasta in piedi erano i maltrattamenti in famiglia. Ma l’avvocato Gusmitta ha spiegato come non si potesse parlare di maltrattamenti: “Prima di quel 17 febbraio non c’era stato nulla. C’è una persona che ha una personalità difficile ma che, al di fuori di quei picchi, si è sempre comportato da buon padre di famiglia” ha concluso l’avvocato Gusmitta.

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