Venerdì, 19 Luglio 2024
Alimentazione

Non solo carboidrati e proteine: i grassi nell'attività fisica, quando e perché assumerli?

No, non vanno demonizzati. Le funzioni dei grassi, le tipologie e il loro apporto durante l'attività fisica. I chiarimenti di Jessica Ferrini, medico dello sport

ANCONA - Dopo carboidrati e proteine, un punto completo sui grassi nell'attività fisica. Amici o nemici? Ne parliamo con la dottoressa anconetana Jessica Ferrini, medico dello sport. 

Grassi buoni e “cattivi” 

«Nonostante siano tutti insolubili in acqua, i grassi (o lipidi) si differenziano molto per struttura chimica e si classificano in lipidi semplici (mono-, di- e trigliceridi), complessi (fosfolipidi, glicolipidi) e derivati (colesterolo, ormoni steroidei). Inoltre, in base alla presenza o meno di doppi legami di carbonio, gli acidi grassi si dividono in monosaturi (contenuti, ad esempio, nell'olio di oliva e nell'avocado), polinsaturi (nei pesci grassi e nella frutta secca) e saturi (negli alimenti di origine animale, come carni, latticini e uova). La maggior parte dei cibi contiene, normalmente, tutti gli acidi grassi in diverse proporzioni e, a temperatura ambiente, quelli insaturi sono in forma liquida, i saturi in forma solida. I grassi insaturi sono detti anche grassi “buoni” perché sono in grado di migliorare l'assetto lipidico ed esplicare un effetto protettivo nei confronti delle malattie cardiovascolari. Tra essi, vi sono gli omega 3, gli omega 6 e gli omega 9, i quali, nelle giuste proporzioni, riducono i valori del colesterolo LDL e aumentano quelli del colesterolo HDL, diminuiscono i trigliceridi, proteggono dall'invecchiamento cerebrale e dalle malattie neurodegenerative e favoriscono, inoltre, un profilo ormonale ottimale. Al consumo di grassi saturi, al contrario, sono spesso attribuite conseguenze negative sul nostro organismo, poiché il più delle volte sono inseriti all'interno di una alimentazione scorretta. Infatti, un consumo eccessivo di alimenti di origine animale associato a cotture aggressive, così come di forme conservate (salumi, ad esempio, che contengono nitriti), è correlato con un microbiota intestinale alterato e patologie cardiovascolari. Esistono, però, alcuni grassi saturi (come l'acido stearico e l'acido laurico) che hanno un basso potere aterogeno e funzioni simili a quelle dei grassi insaturi». 

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