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Luana Rocchi del ristorante La collina dei Cavalieri

Luana Rocchi del ristorante La collina dei Cavalieri

"Io apro", chef Luana aderisce alla protesta: «Di questo passo chiederò l'elemosina»

Luana Rocchi, chef e proprietaria del ristorante "La collina dei cavalieri", questa sera resterà aperta per cena

Luana Rocchi questa sera aprirà le porte del suo agritusimo a Belvedere Ostrense mettendo in conto di pagare una multa salata. E' disposta a tutto pur di lavorare. La chef e titolare della Collina dei Cavalieri ha deciso di aderire all'inziativa "#ioapro" lanciata da un ristoratore pesarese e di accogliere i suoi clienti per cena. «La mia non è una protesta fatta tanto per trasgredire le regole - spiega la ristoratrice - si tratta di sopravvivenza. Se le cose non cambiano finirò col chiedere l'elemosina in strada. Credo sia giusto esercitare il mio diritto al lavoro e non capisco perché la nostra categoria debba essere tagliata fuori in questo modo. I soldi mi servono per mangiare, per pagare le bollette e gli stipendi dei miei dipendenti. Non posso certo sperare nei famosi ristori. Da marzo dello scorso anno ho percepito 4mila euro di aiuti e ne ho pagati quasi 5mila di contributi. Mi sembra veramente un'assurdità».

«Tutto esaurito e niente multa»: la serata "Io apro" al ristorante di Luana 

La ristoratrice 42enne di origine torinese è convinta che si possa trovare un'alternativa alle chiusure: «Si potrebbero fare dei bandi - prosegue Luana - per dei bonus volti all'acquisto di sanificatori d'ambiente o per dei test rapidi a prezzi agevolati da sottoporre ai clienti prima che si siedano a tavola. Invece niente, non si fa nulla di tutto questo. La soluzione è farci morire di fame. Io prima avevo otto dipendenti in agritusimo e quattro in azienda agricola, ora ne restano la metà al ristorante e solo uno che si occupa dei prodotti. La nostra fortuna è che abbiamo tutto a chilometro zero e non dobbiamo fare grosse spese, ma penso a chi non ha questa possibilità. Come si può fare scorta di cibi sapendo che poi magari il giorno dopo cambiano di nuovo le regole e si perdono migliaia di euro?».

Tristezza e rabbia si mescolano in un mix tutt'altro che piacevole al palato. «Il mio ristorante prima ospitava 70 persone - spiega la chef - e già prima del lockdown avevo deciso di ridurre i posti seduti perché non si sapeva bene come e quanto questo virus si sarebbe diffuso. Oggi, a distanza di un anno, lo sappiamo e la maggior parte dei ristoratori si è attrezzato con termoscanner, igienizzanti, mascherine e distanziamento. Non ci sono più scuse ma a quanto pare non basta». Il suo grido si unisce a quello di tanti imprenditori del settore e a quello di moltissime realtà che gravitano intorno alla ristorazione e che non hanno più le forze di sopravvivere con i locali semi deserti: «Pensi che - continua - mi ha chiamato il mio lavandaio ed era disperato. A gennaio ha pagato metà degli stipendi e non sa come andare avanti». 

Dunque, nonostante le limitazioni governative e il Dpcm, Luana ha deciso di tenere aperto questa sera, anche rischiando una multa che va dai 400 ai 3mila euro per violazione del Dpcm. «Per stasera siamo tutti pieni - conclude la ristoratrice - e di certo non mi cambia molto ricevere una multa da 400 euro quando ho perdite che superano l'80% del fatturato. Se verranno i controlli li farò accomodare, gli offrirò il caffè e firmerò i verbali. Capisco che queste persone devono fare i loro lavoro ma anche io ho il diritto a svolgere il mio». 

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