Carenze di protezioni, l’ospedale risponde all’infermiere: «Siamo attrezzati per tre mesi»

Il direttore amministrativo Antonello Maraldo parla anche di stabilizzazioni e screening. Sulle mascherine: «Se non bastano può esserci un problema nella distribuzione in reparto»

Antonello Maraldo

«Siamo costretti a centellinare mascherine, non possiamo neppure buttarle dopo l’uso perché potremmo non averne un’altra da usare davanti al paziente successivo». Le parole dell’infermiere, presente alla manifestazione di questa mattina davanti all’ospedale di Torrette hanno catturato l’attenzione dell’azienda Ospedali Riuniti di Ancona, che è intervenuta in replica con il direttore amministrativo Antonello Maraldo: «Noi stiamo con gli infermieri nella battaglia che conducono, abbiamo raggiunto un accordo per gli incentivi dopo 7 mesi di trattativa e non intendiamo certo conclamare uno scontro, ma vanno fatte alcune precisazioni sui temi toccati». La prima è proprio sulle scorte di mascherine e dispositivi di protezione: «Noi oggi abbiamo scorte per tre mesi, ipotizzando una massima occupazione. Abbiamo registrato qualche difficoltà per la fornitura di guanti, come tutto il sistema regionale e forse nazionale ma i dpi non sono mai mancati». E le parole dell’infermiere? «Gli scenari sono due- dice Maraldo- se sono vere significa che c’è qualche problema con la distribuzione in quel reparto e ne risponderà chi, eventualmente, non ha applicato a dovere il protocollo. Se invece non sono vere si risponde personalmente. Con intento collaborativo, invito questa persone a inoltrare la segnalazione alla direzione medica. Non si può però pensare di effettuare 3 o 4 cambi di mascherina per turno, non è questa la prassi, anche perché le mascherine sono diverse e hanno diversi cicli di vita».

L’altro passaggio dell’intervista è relativo a un paziente che, a detta dell’infermiere di emodinamica, è arrivato in reparto con un tampone negativo ma risalente a 12 giorni prima. «Quando riceviamo pazienti da altri ospedali, questi devono arrivare con un tampone non antecedente alle 48 ore dal ricovero- continua Maraldo- anche in questo caso bisogna capire di quale circostanza parliamo, perché ogni situazione ha una regola e una risposta. Non è scluso che ci possano essere stati ritardi nella somministrazione dei tamponi, per questo siamo usciti con un bando per assumere tecnici di laboratorio. Stiamo facendo del nostro meglio per velocizzare il processo». Maraldo risponde anche ai sindacalisti sul capitolo screening: «Lunedì ricominceremo non più con i test sierologici, ma con i tamponi rapidi antigenici che sono più centrati. C’è stato un mese e mezzo in cui non abbiamo fatto screening, ma perché abbiamo usato quel periodo per fare gare o comprare gli antigenici. Stavamo cambiando metodologia». Chiusura sulle stabilizzazioni: «L’altro ieri abbiamo stabilizzato 51 persone tra infermieri, oss, tecnici di laboratorio, tecnici di radiologia e terapisti. La sensibilità che è stata manifestata è giusta ed è stata appagata».

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