Il personale sanitario manifesta e alza la voce: «Siamo mandati al macello»

Il duro sfogo di un infermiere durante la manifestazione del personale sanitario davanti all'ospedale di Torrette. Sicurezza, la questione contratto e la mancanza di organico

Andrea Chitarroni

Contratto di lavoro, carenza di personale ma anche di sicurezza in una battaglia che li vede impegnati da mesi in prima linea. Sono questi i tre punti che stamattina hanno richiamato in presidio i rappresentanti delle varie figure sanitarie di Ancona e provincia davanti all’ospedale di Torrette. «Siamo costretti a centellinare mascherine, non possiamo neppure buttarle dopo l’uso, perché potremmo non avene un’altra da usare davanti al paziente successivo -racconta Andrea Chitarroni, infermiere in emodinamica a Torrette- proprio ieri nel mio reparto è stato studiato un paziente che aveva il tampone negativo ma risalente a 12 giorni prima. Questo non sinifica salvaguardare il personale, significa mandarlo al macello- continua l’infermiere- il tampone dopo 12 giorni deve essere ripetuto, specialmente prima di spostarlo in un altro servizio dove ci sono altri operatori».

«In questo momento riceviamo tante chiamate di mancato screening dei dipendenti, ma questo è assurdo perché chi deve assistere il cittadino non può non essere controllato- spiega Raffaele Miscio (Cisl Fp) – sulla questione dell’organico l’unico provvedimento che è stato fatto è stato il blocco delle ferie, ma davanti a un evento straordinario serve un piano assunzioni straordinario». A mancare, spiega Miscio, sono perlopiù infermieri, oss, tecnici di laboratorio e di radiologia. In alcuni settori, spiega il sindacalista, sono state superate le 250 ore di straordinario. «Il contratto è scaduto da 2 anni, non è pensabile che chi lavora in reparti critici debba prendere 1.500 euro al mese». «Chiediamo sicurezza, i dpi e la corretta applicazione dei protocolli di emergenza sono alla base del funzoinamento delle strutture sanitarie -spiega Maria Elisabetta Megna (delegato Cgil ospedale Torrette) – ma chiediamo anche il mantenimento delle stabilizzazioni di personale (circa 130 precari in Area Vasta 2, ndr) a fronte di una burocrazia che ci tiene avvinghiati». «Servono le assunzioni di tutte le professioni sanitarie, un problema che oggi si manifesta in modo più conclamato- dice Patrizia Ercoli (Uil Fpl Ancona)- abbiamo numeri spaventosi di personale che da anni lavora a tempo determinato nonostante abbia maturato i requisiti stabiliti dalla legge Madia. L’altro grande tema è la sicurezza degli operatori sanitari attraverso la sorveglianza sanitaria stretta, non solo di chi combatte in corsia ma anche di chi lavora sui territori ed entra nelle case dei positivi».

La replica dell'ospedale: Protezioni? «Ne abbiamo a sufficienza per tre mesi»

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