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Tra danza e prosa, “Inteatro Festival” accende i riflettori: in scena le migliori produzioni internazionali

E’ stata presentata alle Muse la kermesse in programma dal 15 al 18 giugno che si svilupperà tra Ancona e Polverigi

ANCONA- E’ stata presentata alla Muse, questa mattina (5 maggio), l’edizione 2022 dell’“Inteatro Festival” popolare kermesse dedicata alla danza e al teatro che si svolgerà dal 15 al 18 giugno tra Polverigi e Ancona. Sotto l’egida di MarcheTeatro, con la collaborazione dei due assessorati alla cultura, della Regione Marche, della Camera di Commercio delle Marche e di importanti partner privati come Trevalli, Banco Marchigiano e Credito Cooperativo, nei due comuni saranno ospitate le più importanti produzioni italiane e straniere legate ai due settori pronte a regalare singolari esperienze artistiche contemporanee.

La kermesse dedicata tecnicamente alle arti performative e contemporanee è giunta alla sua quarantatreesima edizione e potrà beneficiare di luoghi molto particolari come ad esempio Villa Nappi, sede anche di residenze artistiche con il suo parco secolari. Soddisfazione e orgoglio per quanto creato sono state ribadite in conferenza dal sindaco di Polverigi Daniele Carnevali, dall’assessore alla cultura del Comune di Ancona Paolo Marasca, dal consigliere regionale della Regione Marche Mirko Bilò, dal presidente dell’Associazione Inteatro Cristiano Lassandari ma soprattutto dalla direttrice artistica Velia Papa:

«Riusciamo a proporre in quattro giorni ben quattordici spettacoli, diciannove recite e tanti spettacoli che si replicheranno tra loro. Ci aspetta un qualcosa di magico in una serie di luoghi incantevoli per gli occhi e per la mente. Abbiamo voluto riproporre una formula messa in congelatore da due anni, il pubblico è assolutamente centrale e può beneficiare di un ricco cartellone già dall’ora dell’aperitivo intorno alle 19.00, 19.30. Saremo avvolti dalla magia, la voglia di tornare ad emozionarsi è veramente tanta». E’ tanta soprattutto dopo mesi e anni di grande difficoltà derivanti dalla pandemia e dalle restrizioni che hanno, spesso e volentieri, interessato perlopiù il comparto spettacoli e cultura: «Verrebbe da dire, guardando al Covid, che il peggio sia passato. Me le incognite, nel mondo, sono ancora tante. Speriamo bene, incrociamo le dita e torniamo a vivere. La gente ha il desiderio di riprendere le vecchie abitudini».

Un occhio al presente e uno al futuro, perché se è vero che “Inteatro” è già realtà c’è anche un domani da iniziare a progettare: «Festival e stagione lirica stanno assorbendo tutte le nostre energie. Andando verso un miglioramento è facile aspettarsi una ripresa dell’attività come prima della pandemia. Resto fiduciosa per noi e per il pubblico. Un bilancio di questi ultimi mesi? Per noi molto positivi con la sorpresa più bella che è arrivata dalla gente. Inizialmente potevamo pensare che le mascherine fossero un impedimento invece la passione ha superato anche questo. Le Muse, come location, hanno aiutato tanto ma anche dalle tournée il responso è stato più che incoraggiante. In un anno anomalo ci portiamo a casa un risultato veramente importante».

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