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Martedì, 30 Novembre 2021
Politica

Ancona con l'Abruzzo e Pesaro in Emilia Romagna, ecco la proposta dei due Parlamentari PD

Il progetto prevede di ridurre le Regioni a 12. Ancona, Ascoli e Macerata dovrebbero fondersi con l'Abruzzo e dare vita, assieme a Rieti e Isernia, alla "Regione Adriatica"; mentre la Provincia di Pesaro confluirebbe nell'Emila Romagna

Le province marchigiane di Ancona, Ascoli e Macerata dovrebbero fondersi con l’Abruzzo e dare vita, assieme a Rieti e Isernia, alla “Regione Adriatica”; mentre la Provincia di Pesaro confluirebbe nell’Emila Romagna: questa è una delle modifiche all’attuale geografia politica delle Regioni italiane contenute nella proposta di legge costituzionale che punta alla revisione dell'articolo 131 della Costituzione, presentata ieri alla Camera dai parlamentari Pd Roberto Morassut e Raffaele Ranucci. Il progetto prevede una corposa “sforbiciata” alla Regioni, che dovrebbero passare da 20 a 12.
Molte, inevitabilmente, le modifiche, con – ad esempio – il Lazio smembrato in più parti: la provincia di Viterbo finirebbe nella Regione Appenninica insieme alla Toscana e all'Umbria mentre Latina e Frosinone si fonderebbero con la Campania formando la Regione Tirrenica.

Se da un lato le regioni “hanno contribuito alla crescita delle comunità locali, alla tutela del patrimonio storico e ambientale, allo sviluppo delle infrastrutture e dell'impresa ed alla estensione del welfare” spiegano i due parlamentari proponenti “non può negarsi che negli ultimi 15 anni circa sono venute crescendo a livello regionale forme di dispersione della pubblica amministrazione con sprechi di danaro pubblico e con forme di inquinamento non controllabili”. Quello delle regioni per il deputato e il senatore è spesso stato un compito non assolto: “Hanno abdicato la loro funzione di programmazione” anche “attraverso la proliferazione di società controllate e enti troppo spesso sottomessi alla invasione delle lobby e delle lottizzazioni di correnti partitiche, sindacali e di organizzazioni di interesse in genere”.

La proposta di Ranucci e Morassut va quindi nella direzione di una semplificazione del sistema regionale che permetta “di ridurre la spesa pubblica, razionalizzare i costi evitando la proliferazione di troppi centri decisionali di spesa e di programmazione” continuano. Altra motivazione addotta è “la necessità di semplificare e snellire il quadro normativo e legislativo che regola aspetti essenziali della vita economica del paese”. Infine “il processo di integrazione europea pone naturalmente l'esigenza di ridurre l'articolazione regionale in tutti i Paesi e le Nazioni che fanno parte della Unione Europea”.

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