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Gramillano rifiuta il diktat: “Pronto a lasciare”

Sarebbero troppo pesanti le condizioni per arrivare al 2014 imposte dalla riunione dei segretari di partito, il primo cittadino proverà a cercare l'accordo politico, ma in caso contrario restano solo le dimissioni

Nessuna nuova giunta e nessun nuovo programma: non lascia molto spazio di manovra il sindaco di Ancona Fiorello Gramillano nel riferirsi all'esito del “supervertice” con le forze di coalizione (Pd, Idv, Psi, Api e Udc) che si era tenuto lunedì per cercare di salvare l'azione di governo, allargare la maggioranza (recuperando almeno l'Idv) e arrivare al 2014.

Ieri, nel corso della riunione di Giunta, il primo cittadino ha ribadito che il programma esiste già (quello elettorale, votato anche dall'Idv) e che un azzeramento totale della squadra sarebbe penalizzante. Inoltre – dato non marginale – i dipietristi sembrano essersi bruciati i ponti di una possibile ricucitura col sindaco, che non avrebbe mandato giù le molte cose dette “senza ripensamenti”, come non ha mancato di far notare.


Le alternative, dunque, sono sempre più risicate: Gramillano proverà a verificare se esiste lo spazio per una convergenza su un accordo politico, ma in caso contrario quello delle dimissioni resta lo scenario più probabile, dimissioni che dovranno essere firmate entro il 4 febbraio se si vuole votare a primavera.

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