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Rifiuti, doppio stop del Tar al gestore unico: «L'affidamento diretto è un'eccezione»

Il progetto spinto da Ancona, Osimo e Senigallia ma avversato da Jesi, Fabriano e Falconara viene bocciato dal tribunale amministrativo dopo il ricorso dei privati

Doppia bocciatura al Tar per il gestore unico del servizio rifiuti. Il Tribunale amministrativo delle Marche ha accolto i ricorsi presentati da Marche Multiservizi (gestore del servizio a Falconara) e della Rieco (Senigallia e i comuni della Valmisa, ma anche Camerano, Castelfidardo, Filottrano, Chiaravalle e Monsano) rispetto alla delibera dell'Ata, l'assemblea dei Comuni, che affidava il servizio di spazzamento, raccolta e trasporto rifiuti a Multiservizi in società consortile con la Ecofon Conero. Senza gara d'appalto e fino al 2031. Questione proposta da Ancona ma che era stata più volta rinviata per le opposizioni di Jesi (su tutte) ma anche di Falconara e, successivamente, di Fabriano. Fino allo scorso luglio. Quando, sindaco dorico Valeria Mancinelli in testa, l'Ata ha proposto il voto in assemblea. Favorevoli 30 Comuni con il 68,83% delle quote, astenuti 3 (Castelbellino, Mergo e Rosora) e 5 contro (Jesi, Falconara, Fabriano, Monsano e Belvedere Ostrense con il 21,42% delle quote). Sono state soprattutto le prospettive economiche nebulose a spingere il fronte del no. Contro l'affidamento diretto si sono schierati i privati. Discussi lo scorso 20 dicembre, i ricorsi sono stati accolti. I giudici non bocciano in toto gli affidamenti senza gara di appalto ma specificano che «l’in house resta pur sempre un’eccezione alla regola» con requisiti ben precisi. Al contrario, invece «non sussistono impedimenti particolari all’indizione di una gara per l’individuazione del gestore di un servizio pubblico». Motivazioni pressoché fotocopia. Ed è proprio la mancanza di requisiti di Multiservizi ed Ecofon a essere qualificati come gestori in house è il motivo dell'accoglimento dei ricorsi proposti dagli avvocati Maurizio Discepolo (per Rieco) e Gianluca Bucci e Giovanni Cicerchia (per Marche Multiservizi). 

Multiservizi, avendo diverse quote in altre società opera per comuni al di fuori di quelli dell'Ata e «consentire a soggetti che operano in house di ampliare progressivamente la propria attività extra moenia mediante acquisizioni, creazione di società-veicolo (come la stessa Multiservizi qualifica Edma Reti Gas) e altre analoghe operazioni significa tradire lo spirito dell’istituto» scrivono i giudici nelle motivazioni. Ed Econfon? Essendo il servizio materialmente gestito dall'osimana Astea, è quest'ultima a essere presa in considerazione e quindi, in virtù di una parte delle quote sono in mano privata, non può essre compatibile con il modello in house. Per altro il Piano economico finanziario presentato da Multiservizi e Econfon non prevedeva un fondo per eventuali perdite nei bilancio comunali, come previsto dalla legge. «L’Ata avrebbe anche potuto chiedere lumi ai competenti Ministeri e/o alla Corte dei Conti» concludono i giudici. La palla torna ora all'Ata che, in attesa, aveva sospeso la propria delibera fino al 30 settembre 2018. Intanto però la polemica politica divampa. Soprattutto ad Ancona dove proprio il sindaco Mancinelli aveva fatto da guida agli altri. «L'arroganza sbatte il muso contro le leggi e i giudici – tuona il consigliere forzista Daniele Berardinelli - Ecco l'ennesimo esempio di amministrazione contro le regole. Sconfitta bruciante per il sindaco di Ancona che ha portato avanti il suo progetto nonostante la contrarietà degli altri sindaci della provincia che avevano previsto la bocciatura di una proposta illegittima. Mancinelli, bocciata due volte, sia come sindaco che come esperta di diritto amministrativo. Avevano ragione i sindaci di Jesi e Falconara, tra gli altri, ad opporsi in tutte le sedi a questo progetto, purtroppo rimasti inascoltati dalla cattiva politica».

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