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Consiglio regionale, iniezione da 21 milioni per salvare Aerdorica

Subito un prestito da 7 milioni, poi la ricapitolizzazione. Il tutto però è subordinato all'ok dell'Ue. Dibattito acceso in aula. Ceriscioli: «Operazione di rilancio»

Un primo finanziamento da 7 milioni 280mila euro. Un anticipo dei 20 milioni di ricapitolizzazione, operazione che sarà fatta previa consegna del piano industriale. Infine un altro milione di contributo per il funzionamento. Un'iniezione di denaro che la Regione Marche ha varato in consiglio regionale per salvare Aerdorica e rilanciare l'aeroporto Raffaello Sanzio. Legge che passa a maggioranza e che apre a uno scenario comunque legato all'ok dell'Unione Europea che prevede gli aiuti di Stato solo se di natura temporanea e urgente. «L'alternativa è il fallimento della società – ammonisce il dem Giacinti, presidente della Prima Commissione e relatore di maggioranza - inoperatività dell'aeroporto. Non ce lo possiamo permettere in una situazione che unisce la crisi economica agli eventi sismici». Scontro tra maggioranza e opposizioni. Dove i primi sono accusati di aver creato la voragine debitoria della società e i secondi di fare il tifo per la chiusura dell'aeroporto. Ceriscioli è stato chiaro. Per lui si tratta di un'operazione di rilancio che può risolvere anche diversi problemi. Il pagamento dei dipendenti, dei creditori (che con il fallimento sarebbero costretti a mettersi in fila per spartirsi le briciole) ma anche per cogliere le opportunità date dal trasporto merci. «Lo stesso progetto "home port" di Msc Crociere – ha portato come esempio il governatore - ha bisogno di un aeroporto alle spalle che faccia da cambusa per i rifornimenti della nave. Quello che deve essere chiaro è che questo atto non è un colpo di spugna alle responsabilità del passato. Quelle restano dalla prima all'ultima. Chi vota a favore non giustifica tutto. Nessuno lo vuole. Con la commissione d'inchiesta abbiamo dato possibilità all'aula di chiarire e far emergere la realtà per quello che era. Senza risanamento non c'è rilancio. Questo è un passaggio obbligato». Discorso che deve aver fatto breccia tra le opposizioni. Forza Italia, con Celani e Marcozzi, si è astenuta. Così come Leonardi (Fratelli d'Italia), Carloni (Alleanza Popolare) e l'ex 5 Stelle Bisonni. 

Contro Lega Nord e Movimento 5 Stelle. «Ceriscioli pensa ancora di governare il Comune di Pesaro. Non è così, governare le Marche è un po' più complesso – ha tuonato il capogruppo del Carroccio Zaffiri - L'unica cosa da fare era mettere da parte Aerdorica e fare una nuova società. Enac, come avviene in altri scali italiani, avrebbe gestito l'aeroporto in attesa di una nuova gara d'appalto. Oggi dite che tifiamo per il fallimento. La realtà è che la Lega è stata la prima a denunciare mascalzoni e perdite paurose ed è stata sempre accusata di sciacallaggio politico». Per il pentastellato Maggi, invece, «questa è una vicenda emblematica di denaro pubblico usato senza il minimo rispetto dei cittadini. Aerdorica è stato un poltronificio e la politica ha sempre seguito le gestioni scellerate facendo finta di non vedere qual era la situazione, mascherandola con  artifici contabili. Dal 2008 la Regione ha speso 34 milioni per Aerdorica. Più altri 40 milion di debiti. Dipendenti e fornitori non hanno la certezza di essere pagati, i voli diminuiscono e oggi ci chiedete di dare alla spa altri soldi. Noi non vogliamo essere complici della vostra manifesta incapacità». Al passaggio della legge, il post di Ceriscioli sui social: «In questi mesi abbiamo potuto vedere che attraverso un lavoro molto importante di risanamento dei conti e valutazione delle potenzialità, ci sono tutte la carte in regola per il rilancio. Anziche' una misura tampone, che poteva con qualche milione far scavalcare l'ennesimo momento di difficolta', abbiamo puntato su una misura molto forte che permette e facilita ulteriori investimenti e consente il rilancio dell'infrastruttura. Scelta a vantaggio di tutti i marchigiani, le imprese e dei 500 lavoratori che gravitano intorno all'aeroporto. Oggi ho avuto modo di ringraziare i lavoratori e il sindacato che un anno fa hanno accettato il contratto di solidarietà. Da li siamo ripartiti e oggi con questa legge restituiamo un futuro allo scalo».

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