M5S: “Esposto alla magistratura contabile per cattiva gestione rifiuti”

L'obiettivo è individuare i responsabili del mancato rispetto degli obblighi di legge nella gestione dei rifiuti: "Se non viene raggiunta la percentuale di differenziata imposta dalla legge, i costi aggiuntivi ricadono sui cittadini"

I Movimenti 5 Stelle della provincia di Ancona hanno preparato un esposto da presentare alla magistratura contabile e penale per individuare i responsabili del mancato rispetto degli obblighi di legge nella gestione dei rifiuti. Da una prima fase in cui il Movimento 5 stelle aveva proposto ai  vari comuni della provincia di Ancona di fare un atto di indirizzo, a volte rigettato altre approvato dai vari Consigli Comunali, è passato ad una seconda fase, cioè quella di presentare un esposto alla magistratura contabile.
Nel documento si chiede di procedere a verifiche per quei  comuni che non hanno raggiunto i livelli di raccolta differenziata imposti dalla legge, e dunque verificare se le attività portate avanti dalle amministrazioni in questi anni sono state consone al raggiungimento dei parametri.

«Chiediamo alla magistratura contabile di fare queste verifiche affinché non solo i cittadini vengano a pagare l'ecotassa dovuta al conferimento maggiore in discarica di questi rifiuti rispetto alla percentuale di raccolta differenziata ma anche per vedere se ci si può rivalere sugli amministratori che hanno causato questo disservizio» spiega Vincenzo Fasoli, MoVimento 5 Stelle Ancona.

Fino al 31 dicembre 2012 il limite di legge da raggiungere per la raccolta differenziata doveva essere del 65%. Ci sono comuni nella provincia di Ancona che hanno invece una raccolta differenziata sotto il 40% come Offagna, Camerata Picena, Sirolo, Castel Colonna. Altri sono sotto il 50% come Agugliano, Numana, Polverigi, Santa Maria Nuova, Falconara Marittima, Arcevia, San Marcello, Poggio San Marcello, San Paolo di Jesi, Sierra San Quirico e Staffolo. Altri sono invece sotto il 65% ovvero Morro d'Alba, Cupramontana, Monte Carotto, Monteroberto, Mergo e la stessa Ancona, che ha raggiunto il 62%. Tutto questo si potrebbe tradurre in sovrattasse per i cittadini.

«Questo si traduce in costi aggiuntivi in quanto, faccio un esempio, se la percentuale da raggiungere era il 65% e il comune ha raggiunto il 60%, per quel 5% di raccolta non differenziata che è andata in discarica si paga un 20% in più e  quindi si può arrivare anche a quote considerevoli- rivela Fasoli-. So che Ancona ha pagato sui 250mila euro in più e che questi sono stati ridistribuiti tra tutti i cittadini con la Tares».

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