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Fusioni tra Comuni, proposta di legge dalle Marche: referendum senza quorum

La giunta regionale apre la discussione sulle fusioni con una proposta di legge che regolamenta i referendum comunali. Potranno essere richiesti anche dai cittadini e saranno validi anche se l'affluenza sarà scarsa

Nuove regole per i Comuni che intendono unirsi per dare vita a nuovi enti locali. Mentre a Roma si legifera sugli incentivi, la giunta regionale delle Marche ha preparato una proposta di legge per regolamentare i referendum consultivi comunali. Tra le principali novità la possibilità diretta dei cittadini – almeno il 10% – di indire la consultazione bypassando i Comuni stessi. E il voto sarà senza quorum, valido cioè anche se l'affluenza sarà sotto il 50% più uno degli elettori.

La Pdl avanzata dalla giunta conta 11 articoli e si concentra sulle fusione per incorporazione, formula che riguarda Comuni più piccoli che si aggregano a centri maggiori. La proposta prevede che i cittadini interessati possano raccogliere le firme nei sei mesi antecedenti il deposito della richiesta. Se la proposta di fusione è respinta devono passare almeno due anni per poter tentare di nuovo. La giunta regionale ha il compito di verificare l'esito del voto e di presentare il tutto in consiglio regionale per l'approvazione definitiva. Si tenta così arrivare al superamento dei Comuni sotto i 5mila abitanti, ben 29 nella sola Provincia di Ancona. Il testo redatto dalla giunta è stato inviato all'Anci.

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