L'attacco di Fratelli d'Italia: «I fatti dimostrano il fallimento del governo Ceriscioli»

Francesco Acquaroli, Carlo Ciccioli ed Elena Leonardi: «Hanno toppato su tutti i fronti: sanità, infrastrutture, aeroporto e ricostruzione post-terremoto»

Elena Leonardi, Francesco Acquaroli e Carlo Ciccioli

«Il presidente uscente della Regione, Ceriscioli, parla di 5 anni di successi, anzi, ha detto di aver realizzato quasi tutto. L'evidenza del fallimento è nei fatti, che sono incontrovertibili». Così ha aperto la conferenza stampa di Fratelli d'Italia il candidato alla presidenza del centrodestra, Francesco Acquaroli. «La sanità non ha retto all'attacco del  Covid, lo suggerisce l'indice tra i deceduti e i contagiati che a Pesaro, la città del presidente e del vertice regionale del Pd, è stato tra i più alti d'Italia, il 20% ed il 13,4% la media regionale, contro il 3,9% dell'Umbria e il 6,1% del Veneto, una delle regioni più a rischio. Siamo stati a lungo quasi pari alle città più colpite della Lombardia, Pesaro è stata la quinta provincia d'Italia. Sul terremoto la ricostruzione è non pervenuta. Ancora devono essere rimosse gran parte delle macerie e siamo fermi ai moduli abitativi. La ricostruzione vera dei paesi distrutti non parte». 

«Per quanto riguarda le strade – afferma Carlo Ciccioli, portavoce regionale Fdi - le tre opere strategiche, l'uscita dal porto di Ancona, la Fano-Grosseto e l'avanzamento della Salaria, sono al palo, lo ammette lo stesso Ceriscioli. Di più: non si è riusciti a completare neppure la variante della SS 76 Vallesina, tratto Serra San Quirico-Fabriano, da anni interamente progettata e finanziata. Sui nuovi ospedali di Pesaro, Macerata e Ascoli siamo fermi ai progetti, tutti molto controversi. L'unico ospedale decollato, l'Inrca ad Ancona Sud, da 5 anni è ancora alle fondamenta. Nessuna capacità di gestione delle vertenze. Per quanto riguarda il credito, ci siamo fatti scippare Banca Marche, assorbita dall'Ubi, mentre la Toscana ha imposto il salvataggio del Monte dei Paschi, così come la Puglia ha preteso il salvataggio della Banca Popolare di Bari con un aiutino di quasi 1 miliardo, né più né meno quello indispensabile per salvare la banca marchigiana. Il dossier Aeroporto di Falconara  è stato gestito al peggio e dopo i disastri amministrativi, per venderlo ai privati, è stato necessario dotarlo di 25 milioni di euro a fondo perduto, altrimenti sarebbe stato dichiarato fallito dal Tribunale. La ciliegina sulla torta è la gestione del post-Coronavirus: annunci roboanti di soldi a fiumi, ma ancora né famiglie, né imprese hanno visto un euro dalla Regione: i pochi soldi arrivati sono dello Stato. La sua gestione si conclude con un capriccio: realizzare, spendendo 12 milioni di euro, misti (pubblico-privato, di cui 5 milioni versati da Bankitalia), un ospedale in un padiglione della Fiera di Civitanova. Questa mattina per 3 pazienti, sono stati comandati 29 tra medici e personale sanitario, privando le altre strutture operative di personale. Una operazione davvero maldestra – conclude Ciccioli -  avversata non solo da noi di Fratelli d'Italia, ma anche da tutti gli esperti qualificati della Sanità, come l'ex dirigente sanitario delle Marche, Claudio Maffei, il presidente degli anestesisti e rianimatori delle Marche, Chiarello, molti  primari di Civitanova, perfino dalla sezione sanità del Pd e dall'ex presidente della Regione Marche, Vito D'Ambrosio».

«Ma la sentenza vera, non discutibile, la danno il Pd e il centrosinistra non ricandidandolo, dice Francesco Acquaroli: occorrono ancora altri pareri? Il semaforo rosso – ha affermato il capogruppo Fdi in Consiglio regionale, Elena Leonardi - lo hanno già dato i marchigiani che hanno fortemente contestato l'operato della giunta Ceriscioli in questi 5 anni di mandato. Lo smantellamento della sanità territoriale, che ha visto impoveriti i servizi in tante realtà delle Marche ne è l'emblema: appare incomprensibile questa pioggia di semafori verdi su opere non realizzate o su interventi, come quelli antisismici alle strutture sanitarie, possibili solo grazie ai fondi europei aggiuntivi per il sisma, la cui destinazione fuori dal cosiddetto cratere ha già sollevato le forti polemiche dei terremotati. Proprio sulla gestione del terremoto si celebra uno dei fallimenti di questa amministrazione incapace di fare gli interessi del territorio facendo sentire la propria voce nei confronti del governo del medesimo colore politico. Crisi del lavoro – conclude la Leonardi -, disoccupazione in crescita, forte ritardo infrastrutturale sono gli  altri  nodi irrisolti che pesano tutti su cittadini e sulle imprese, nonostante i proclami della giunta regionale». 

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