Comunali 2018, l'assessore sceglie le civiche: espulso dalla Lega

Il due di picche di Astolfi (che resta con la Signorini) al corteggiamento leghista e ora l'addio: «Per noi è fuori». Lui: «Contano le persone, non i simboli di partito»

da sinistra l'assessore Matteo Astolfi e Stefano Caricchio delle Lega

C'eravamo tanto amati. Ora, no. La Lega prende atto della decisione di Matteo Astolfi di appoggiare la candidatura di Stefania Signorini da capolista di Falconara in Movimento e dopo averlo lodato e corteggiato, lo espelle dal partito al quale l'assessore si era iscritto pochi mesi fa, prima delle Politiche del 4 marzo (e con tanto di endorsement pubblico a Matteo Salvini). Le strade si dividono in vista delle Comunali del 10 giugno. Il Carroccio da una parte che candida il coordinatore Stefano Caricchio e Matteo Astolfi dall'altra. «La Lega non è un autobus – scrivono dal coordinamento locale - in cui si sale e si scende a seconda delle convenienze del momento. Astolfi si è iscritto alla Lega attraverso una procedura on line, dandone notizia ai responsabili locali solo a cose fatte. Poi ha partecipato ad un paio di iniziative pubbliche del nostro partito, scattando e pubblicando una foto con il segretario Salvini. Tutto questa manovra è servita al “nostro” per aumentare il suo peso contrattuale nei confronti del resto dell’attuale maggioranza, con la quale, per altro, i rapporti si erano in parte deteriorati. Il comune senso del pudore indica che non si può essere iscritto ad un partito e candidarsi contro quello stesso partito per poi, magari, farvi ritorno in un secondo momento. Dal momento della presentazione ufficiale delle liste, dunque, Matteo Astolfi sarà automaticamente fuori dalla Lega per una sua scelta, di cui prendiamo atto e che sarà da considerarsi definitiva ed irreversibile». Parole che mettono la parola fine anche a un difficile - ma finora ipotizzabile – apparentamento nell'eventuale turno di ballottaggio. Difficile perché la storia racconta dei no di Brandoni all'Udc nel 2008 e a Puntoeacapo nel 2013. Ipotizzabile perché in politica vige la regola del "mai dire mai" e perché con un simpatizzante di peso come Astolfi i lavori diplomatici di avvicinamento avrebbero potuto avere sorte migliore rispetto al passato. Ragionamenti sui quali però, salvo clamorose piroette, è calato davvero il sipario. 

La reazione del diretto interessato non si è fatta attendere. «Alle Comunali – spiega l'assessore - i cittadini scelgono i candidati e non i simboli di partito. Queste elezioni hanno una spiccata e netta propensione sulla scelta della qualità, competenza e credibilità della persona candidato sindaco e dei candidati consiglieri. Se non si tiene presente questa premessa è naturale che si perda di vista facilmente il quadro d’insieme. I responsabili cittadini della Lega hanno purtroppo perso di vista il quadro d’insieme, nonostante il sottoscritto abbia cercato di far comprendere ai singoli soggetti quali sono gli ottimi risultati ottenuti in questi anni di buon governo dell’amministrazione uscente e la buona qualità dei punti programmatici per i futuri 5 anni di governo della città. I simboli di partito hanno un senso e un valore nelle competizioni sovracomunali, ma in situazioni come quella di una cittadina di appena 27mila abitanti, ogni distinzione ideologica o di appartenenza politica si dissolve quando si tratta di dover amministrare le piccole e grandi cose del vivere quotidiano». Ma Astolfi si spinge oltre. «Dispiace molto – prosegue - che si continui ad attaccare l’individuo anziché parlare di contenuti, idee, progetti e proposte fattibili per la città e per i  nostri quartieri. Dispiace ancor di più quando l’attacco sfocia in un'offesa personale al candidato sindaco Signorini, che ha dato prova con i fatti delle sue brillanti capacità professionali e delle sue ottime doti da amministratore comunale. Esempi di buona amministrazione e di validi sindaci sono intorno a noi nella provincia. Sindaci di ogni schieramento politico che fanno bene il loro lavoro come Sabrina Sartini del Pd a Monte San Vito o Damiano Costantini a Chiaravalle delle civiche di centrosinistra oppure Massimo Bacci delle civiche di Jesi. La buona amministrazione non dipende dal colore politico ma soltanto dal valore e dalle capacità personali. Posso fare queste affermazioni proprio perché sono un uomo libero, sia di pensare che di agire senza condizionamenti di partito. Sono finiti i tempi bui in cui ciò che diceva il capo del partito era l’unica verità assoluta. Un partito politico non deve essere un contenitore stagno con barriere ermetiche, ma deve essere una fucina di idee e di valori aperti al confronto e al dialogo. In ultimo, mi sento pacificamente con la coscienza a posto, non solo per quanto detto sopra ma anche per aver autenticato le firme di presentazione della lista della Lega di Falconara, cosa che peraltro, da buon sportivo, avrei fatto a tutti gli altri partiti e liste che me lo avessero chiesto».

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