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Verso le elezioni, come i sei candidati sindaco vogliono valorizzare il porto

Intervista a Battino, Rubegni, Rubini, Silvetti, Simonella e Sparapani su come intendono sviluppare le potenzialità dello scalo dorico dal punto di vista commerciale, storico e turistico


ANCONA- Il porto è il motore economico della città, abbiamo chiesto ai sei candidati sindaco come intendono valorizzarlo dal punto di vista commerciale, storico e turistico.

Marco Battino di Ripartiamo dai Giovani: «Il porto è sicuramente il motore industriale e identitario della nostra città. Offre lavoro a moltissime persone e questo non possiamo dimenticarcelo. È chiara però la necessità di tutelare l’ambiente, soprattutto per l’area commerciale, ma questo va fatto in maniera ragionata perché questa città senza il porto non può andare avanti. Puntiamo molto sul virare verso un’imprenditoria sostenibile, saper collaborare e fare rete con gli operatori dello scalo. Vogliamo valorizzare il porto antico, luogo storico e identitario della città, e restituirlo agli anconetani. Ci saranno spazi dedicati a eventi e cultura perché purtroppo, negli ultimi anni, nonostante la riqualificazione dell’area ciò non è avvenuto. Per noi è importante vivere il porto da un punto di vista commerciale, storico e cittadino. Chiaramente anche la riapertura della stazione marittima sarebbe molto importante».

Roberto Rubegni di Europa Verde: «Il porto è la più grande azienda, occupa circa 6.500 persone ed è veramente molto importante. Credo però che sia necessario avere un altro approccio e coniugare l’aspetto strutturale con quello culturale. Il porto deve essere fruibile ai cittadini, ai turisti e alle attività commerciali e tutto ciò è incompatibile con il nuovo banchinamento del molo Clementino per l’attracco delle grandi navi da crociera. Bisogna piuttosto concentrarsi sulle risorse culturali, storiche e archeologiche del porto. Deve essere allentata, se non eliminata, la morsa del traffico. Vedo bene la riapertura della stazione marittima, la realizzazione della metropolitana di superficie e iniziative che possano rendere lo scalo porto più attrattivo e attraente. Percorsi turistici, culturali, la realizzazione del Museo del Mare, lo spostamento dei traghetti nella parte nord del porto e contemporaneamente l’elettrificazione delle banchine. Il porto centro della movida e delle attività commerciali, dell’integrazione e della socialità. Questo permetterebbe di migliorare anche la qualità dell’aria del centro di Ancona che in questo momento è di cattivissima qualità e danneggia la salute dei cittadini con malattie e morti più alte della media».

Francesco Rubini di Altra Idea di Città, sostenuto dalle liste Altra Idea di Città e Ancona Città aperta: «Il porto è senz’altro il cuore pulsante di questa città. Lo è dal punto di vista storico, culturale, identitario, ed ovviamente anche dal punto di vista dell’economia, del lavoro, dello sviluppo. Bisogna però trovare un equilibrio tra produzione commerciale, tutela della salute pubblica e lavoro degno. Da questo punto di vista siamo d’accordo con tutti i progetti che prevedono lo spostamento a nord dei traffici commerciali e passeggeri. Bene l’utilizzo delle banchine liberate nell’area ex silos e il progetto della nuova penisola. Siamo invece fortemente contrari al progetto per la realizzazione della banchina per le grandi navi da crociera al porto antico. Quel progetto è folle dal punto di vista ambientale, paesaggistico, della salute pubblica. Porterà altro inquinamento in città e soprattutto rischiamo di vincolare il porto antico per 50 anni per una concessione a Msc. Noi pensiamo che per il turismo delle navi da crociera possa bastare l’utilizzo degli spazi a nord e che invece il porto antico debba essere preservato e messo al centro di politiche per farne un hub per eventi ed iniziative culturali. Lì dobbiamo riportare strumenti di aggregazione, socialità, servizi commerciali, bar per gli anconetani e per i turisti». 

Daniele Silvetti, candidato sindaco del centrodestra, sostenuto da Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia, Udc, Ancona Protagonista, Rinasci Ancona e Civitas Civici: «Il porto rappresenta dal punto di vista valoriale la memoria storica della nostra città, dall’altra parte rappresenta la grande industria, un intero comparto, interi settori dell’economia cittadina. La mancata attuazione del piano regolatore e del suo completamento, addirittura vecchio di 40 anni, la dice lunga sul fatto che non ci sia stata una visione e una capacità politico amministrativa. Riteniamo invece che ci sia bisogno di nuovi spazi, di una nuova visione. Grazie al governo nazionale e regionale si è già data una prima risposta in termini di collegamento alla grande viabilità e di sviluppo. La nostra proposta di un nuovo bacino commerciale va in questa direzione. Lo sviluppo economico dato dallo spostamento dei traghetti commerciali liberando il porto antico, può costituire non solo una prima risposta in termini di sostenibilità e impatto, ma soprattutto una risposta alla grande richiesta di cultura e di sviluppo turistico del porto di Ancona».

Ida Simonella, candidata sindaco del centrosinistra, sostenuta da Pd, Ancona Futura, Ancona Diamoci del Noi, Ancona Popolare, Repubblicani per Ancona e Progressisti: «Il porto ha tutte queste valenze che ha detto. Quello che deve essere fatto nei prossimi anni per il porto commerciale sono i dragaggi, poi il completamento della banchina rettilinea, almeno la banchina 27, spostare i due traghetti dell’area extra Schengen, quella sotto al Guasco, nelle banchine dove erano i silos. Questo avrà un impatto in termini di organizzazione interna, ma darà anche la possibilità di allentare e arretrare i sistemi di ingresso, di facility e sicurezza e dunque rendere più fruibile il patrimonio monumentale eccezionale che è il porto antico. Dal punto di vista turistico sono per le crociere che hanno aiutato anche a cambiare i nostri standard di turismo cittadino. L’arrivo di tanti visitatori stranieri tutti insieme ci ha obbligato ad avere standard nell’apertura dei servizi e nella qualità dell‘offerta della Pinacoteca. E spero che questo trascini dietro le attività economiche».

Enrico Sparapani del Movimento 5 Stelle: «Dobbiamo cercare di ricollegare il porto alla città. Ha una storia lunga 2.500 anni e racchiude 27 reperti. Per il futuro vediamo il porto antico liberato dalle navi che saranno spostate verso l’area Marche, l’ex Zipa. Siamo contrari all’ampliamento del molo Clementino che sarebbe un prolungamento del porto storico e quindi, una totale colata di cemento. Nel momento in cui si trasferiranno le navi nell’area Marche, sarà utilizzata la ferrovia per portare fuori i containers e le merci su rotaia. Questo è già presente nel piano regolatore di 30 anni fa ed è in fase di progettazione. Il porto deve essere collegato all’uscita a nord che aspettiamo da tanti anni ma di cui non vediamo mai la fine».

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