Martedì, 28 Settembre 2021
Politica Jesi

La consigliera Cercaci si dimette da Jesiamo: «Sudavo ed ho preso la prima cosa che avevo»

Durante il consiglio comunale di oggi Chiara Cercaci ha formalizzato il suo addio alla lista Jesiamo. Poi la difesa: «Era molto caldo ed ho preso la prima cosa sotto mano per sventolarmi»

«Stavo sudando per il molto caldo ed ho preso la prima cosa che avevo sotto mano per sventolarmi, non intendevo inneggiare a nessuno nè propagandare. Ero a casa mia e quella è la prima cosa che ho trovato». Sono queste le parole della consigliera jesina Chiara Cercaci, che nella giornata di oggi si è dimessa dalla lista Jesiamo. Fatali le polemiche a seguito del suo gesto durante una riunione in diretta streaming, in cui si era sventolata utilizzando il tappetino del mouse raffigurante la Repubblica fascita di Salò

«E' stato un gesto personale - ha commentato la Cercaci durante il consiglio comunale di oggi - ma per rispetto della lista civica e della coalizione ho deciso di fare un passo indietro. Il mio interesse è legato alla città di Jesi ed ora farò un altro percorso. Credo però che ognuno debba esprimere le proprie idee liberamente, quello che ho utilizzato è un tappetino del mouse che mi hanno regalato degli amici, io sono di destra e non l'ho mai nascosto. Restano comunque le mie idee e vado avanti a testa alta».

La nota dell'Anpi

«Condanniamo l'gnobile comportamento tenuto dalla consigliera Cercarci che usa come ventaglio una bandiera della Rri durante un diretta sul web. Vogliamo ricordare al sindaco che tale comportamento costituisce reato pertanto non sono sufficienti le scuse a sanare il grave affronto alla società democratica e all’amministrazione comunale che deve essere distante anni luce dal regime fascista che per venti anni ha insanguinato l’Italia e la nostra città. Quindi chiediamo che il sindaco prenda una posizione netta e coerente con i principi democratici che ritiene di rappresentare e quindi di allontanare la consigliera dal Consiglio Comunale e di segnalare al Prefetto tale reato, le scuse non sono sufficienti».

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