Individuato il vandalo della Conerobus, il cerchio si stringe attorno ad altri "writers"

Ad essere presi di mira furono i sedili, le pavimentazioni e le paratie interne con scarabocchi e scritte effettuate con vernici a spray o pennarelli di colore rosse o nero

I carabinieri della Compagnia di Ancona hanno dato un volto ad uno degli autori delle numerose scritte - che soprattutto sul finire di agosto e i primi di settembre dell’anno in corso - sono state apposte in alcuni autobus della Conerobus.

Ad essere presi di mira furono i sedili, le pavimentazioni e le paratie interne con scarabocchi e scritte effettuate con vernici a spray o pennarelli di colore rosse o nero. Oltre a creare ingenti danni economici per l’azienda di trasporto, si è trattato di un vero e proprio problema di decoro urbano. La cosa che aggrava il quadro è che tutto ciò è avvenuto a spese altrui, in quanto i costi per il recupero dei beni deturpati è gravato anche sui viaggiatori.

L’individuazione è stata resa possibile grazie alla collaborazione dei dirigenti dell’azienda di trasporto che sin dall’inizio hanno collaborato con gli inquirenti. Grazie, infatti, ad un certosino lavoro di analisi delle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza, di cui sono dotati i mezzi di trasporto, i Carabinieri sono riusciti ad addivenire all’autore di uno degli episodi verificatosi nel pomeriggio del 29 agosto nella tratta 1339 Chiaravalle-Falconara Si tratta di un giovane italiano 27 enne incensurato, residente nella provincia anconetana, che adesso dovrà rispondere del reato di deturpamento e imbrattamento di cose altrui.

Il nuovo testo del reato, così come modificato dalle recenti riforme del 2017, oltre all’applicazione della pena della reclusione fino ad un massimo di 6 mesi e del pagamento di una multa variabile dai 300 a 1000 euro, prevede espressamente che in caso di condanna il giudice può disporre l'obbligo di ripristino e di ripulitura dei luoghi ovvero, qualora ciò non fosse possibile, l'obbligo a sostenere le relative spese o a rimborsare quelle che sono state sostenute, ovvero, se il condannato non si oppone, a svolgere una prestazione lavorativa non retribuita a favore della collettività per un tempo determinato comunque non superiore alla durata della pena sospesa. I carabinieri sono tuttora al vaglio di altri 7 episodi

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