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Fabriano, truffa europea da 900mila euro: dodici persone indagate

Dichiaravano di lavorare per il miglioramento di alcune zone montane del fabrianese e poi intascavano i soldi pubblici. Coinvolti anche alcuni funzionari della Regione Marche

Hanno ricevuto dall’Unione Europea (con il cofinanziamento dello Stato Italiano e della Regione Marche) 900mila euro di contributi per operazioni del tutto inesistenti. Nei guai dodici persone, di cui 10 denunciate a piede libero: i truffatori dichiaravano di lavorare per il miglioramento dei siti produttivi e per l’incremento occupazionale di alcune zone montane del fabrianese attraverso l’avvio di imprese agrituristiche, emettendo tanto di fatture a dimostrazione delle loro fatiche commerciali, ma era tutto falso.

Le risorse ottenute da Bruxelles (nonché da Roma e dalla Regione) sono state utilizzate per la ristrutturazione di fabbricati rurali che non sono stati poi destinati ai fini previsti nei progetti millantati, rimanendo di fatto inutilizzati.
La truffa, promossa da 4 soggetti titolari di altrettante aziende agricole, è stata perpetrata con la compiacenza di professionisti e di imprese locali. Coinvolti anche funzionari della Regione Marche che, omettendo di verificare la corrispondenza delle opere realizzate rispetto a quelle progettualmente previste, concedevano i finanziamenti pur in assenza dei prescritti requisiti di legge.

Le indagini sono state condotte per più di un anno tra Ancona e Fabriano dal nucleo della Guardia di Finanza del Capoluogo: tutto è partito da un’attività ispettiva dell’Agenzia delle Entrate di Ancona, che aveva a suo tempo individuato un giro sospetto di fatture per operazioni inesistenti, segnalandolo all’autorità giudiziaria.
Le somme indebitamente percepite sono state segnalate agli organi nazionali dell’Agea (Agenzia per le erogazioni in agricoltura) e a quelli della regione per il conseguente recupero.

Oltre al deferimento all’autorità giudiziria ordinaria dei soggetti resisi responsabili a vario titolo dell’illecito, le fiamme gialle hanno elevato sanzioni per circa 4 milioni di euro e segnalato alla procura regionale della corte dei conti il conseguente danno procurato all’erario.
 

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