Truffa con i rilevatori di gas per la casa, denunciati 2 giovani

Si presentavano alle loro vittime e le convincevano a comprare dei rilevatori di gas per la casa a cifre spropositate, sostenendo che quelle macchine fossero obbligatorie per legge, come fossero dei salvavita pari a quelli dell'elettricità

Anziani truffati da venditori di apparecchi per la rilevazione del gas in casa. A finire nei guai sono due giovani, regolarmente assunti da una ditta che si occupa di controllo e vendita di apparecchi per le canne a gas e gpl: sono due albanesi di 20 e 23 anni. Con loro sarebbe stato coinvolto anche un terzo 20enni, ma la presunta vittima ha preferito non sporgere querela. A risalire ai sospetti sono stati gli agenti delle Squadre Volanti di Ancona che, dopo due raggiri messi a segno lunedì in via Angelini e via Rodi, sono arrivati ai due, trovati in possesso dei soldi, poi restituiti ai legittimi proprietari. 

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Proprio in pieno centro città erano già stati distribuiti tanti volantini per pubblicizzare l’arrivo di incaricati, disponibili a controllare gratuitamente eventuali perdite di gas e pronti a vendere dei rilevatori di gas. Tutto regolare: la ditta, i dipendenti come anche i rilevatori. Per cui se i giovani avessero fatto consulenza gratuita e poi avessero tentato di vendere quegli apparecchi al giusto prezzo, non ci sarebbero stati problemi. Peccato che i due, trovatisi di fronte ad anziani soli, e vittime perfette per una truffa del genere, avrebbero messo in piedi una pantomima con grande sicurezza di sé, facendo leva sulla bontà d'animo delle persone. Prima hanno controllato gli apparecchi a gas e poi hanno sostenuto che i residenti non erano a norma perché non dotati di rilevatori del gas. A detta loro sarebbero stati obbligatori ad averli secondo normative (completamente inventate sul momento) e che in commercio costavano molto, mentre loro alla modica cifra di 250 euro glieli avrebbero venduti subito e installati. Insomma i 20enni, approfittando della loro ingenuità, convincevano gli anconetani che quei rilevatori erano come il salvavita dell’elettricità. Tutto falso. Ora per gli inquirenti sarà fondamentale capire il ruolo della ditta che, tramite quei ragazzi, aveva fatto volantinaggio nel centro dorico. 

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