Jesi: truffa "da film", anziano messo nel sacco da due finti avvocati

I Carabinieri della Stazione di Jesi hanno denunciato una coppia che aveva raggirato un uomo di 83 anni, residente a Jesi, con una truffa simile a quella vista nel noto film "Febbre da Cavallo"

Un’eredità favolosa dalla Svizzera, un professionista defunto che non può incassarla e non uno ma ben due avvocati pronti a metterla in tasca a un cittadino jesino trovatosi per puro caso al posto giusto nel momento giusto. Sembrava troppo bello per essere vero. E infatti non lo era: era una truffa, e anche copiata dal cinema. Questa mattina i Carabinieri della Stazione di Jesi, guidati dal Luogotenente Fiorello Rossi, hanno denunciato un uomo e una donna, entrambi di origini siciliane, che a fine ottobre 2013 avevano truffato un uomo di 83 anni, residente a Jesi, con una truffa simile a quella vista nel noto film “Febbre da Cavallo”.

L’EREDITA’. La vittima stava camminando tranquillamente lungo Corso Matteotti di Jesi, il 23 ottobre 2013, quando viene avvicinato da una donna, molto ben vestita, che dice di essere un avvocato appena arrivato dalla Svizzera, e che gli chiede delle indicazioni sullo studio di un certo “Dottor Martina”, in deve consegnare al professionista un’eredità in contanti di 100mila euro, lasciatagli da un suo amico morto nel paese elvetico. Mentre l’anziano dice alla donna di non aver mai sentito nominare questo “dottor Martina” si avvicina un uomo in giacca e cravatta (un complice della donna) che si presenta come “noto avvocato di Jesi” e, fingendo di dare indicazioni, dichiara che il Dottor Martina è sfortunatamente morto un mese prima, nel settembre 2013, senza avere figli o eredi.

IL “COLPO DI FORTUNA”. A questo punto la donna, dicendosi affranta dalla notizia, dichiara che non può tornare in Svizzera con tutti quei soldi e afferma che se avesse trovato un uomo bisognoso lo avrebbe aiutato regalandogli quella favolosa eredità, poiché nel presunto testamento il caro estinto aveva proprio specificato, qualora il dottor Martina non fosse stato disponibile, di lasciare il denaro a qualsiasi uomo che avesse avuto bisogno di aiuto.

IL NOTAIO. L’anziano jesino a questo punto si offre di ricevere l’eredità, in quanto ha delle ingenti spese da affrontare che lo rendono un candidato ideale all’aiuto economico così generosamente offerto dal destino. La donna è felice di renderlo il beneficiario del lascito, ma ovviamente lui deve accollarsi le spese notarili.
Il complice della donna – il finto avvocato di Jesi – rientra in scena e finge di prendere appuntamento con un suo amico, notaio di Jesi, che però è disponibile “solo nell’immediato”.
A quel punto l’anziano è ormai caduto nel tranello con tutte le scarpe: si fa accompagnare in banca, dove preleva 3mila euro, e a casa, dove per buona misura prende tutto l’oro e i gioielli suoi e di sua moglie, nel caso i contanti non fossero stati sufficienti a coprire le spese del notaio.

LA TRAPPOLA. Salito in macchina della donna, una Mercedes, per andare con l’altro “avvocato” dal notaio, viene convinto a scendere un attimo presso un tabacchi per l’acquisto delle marche da bollo. L’anziano lascia la valigetta con i soldi e l’oro in macchina ed entra in tabaccheria. Quando esce, ovviamente,  non trova più nessuno.

CONCLUSIONE. Grazie a dei controlli nei Compro Oro della Vallesina i Carabinieri sono riusciti a identificare chi aveva venduto l’oro rubato e a identificare i due truffatori, F.F.di 45 anni, e la sua compagna M.D., 37 anni, entrambi originari di Messina, pregiudicati, entrambi denunciati per “truffa in concorso”.

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