Terremoto, Ceriscioli: «Nuovi edifici se il recupero dei vecchi è troppo costoso»

Scuole e strutture sanitarie da rifare ex novo se il costo della ristrutturazione risultasse troppo elevato: «L'obiettivo è l'adeguamento sismico». In arrivo il nuovo decreto

«L'obiettivo della ricostruzione è l'adeguamento sismico: dove non è possibile recuperare gli edifici danneggiati o se i costi saranno troppo elevati i vecchi edifici se ne faranno di nuovi ragionando anche su eventuali accorpamento di spazi. Avremo anche valori migliori in termini di efficientamento energetico e di logistica». Parla di scuole e ospedali, Luca Ceriscioli, governatore delle Marche, nel delineare il futuro della regione dopo le scosse di terremoto di agosto. In attesa del firma sul decreto del governo, Ceriscioli ha illustrato la situazione nel corso di un consiglio regionale convocato ad hoc. La domanda è: conviene riparare o realizzare ex novo? La giunta è pronta a mettere mano al portafogli per virare su nuovi edifici. Ma solo se i costi sono identici o di poco superiori alla ristrutturazione di uno stabile inagibile. Un lavoro abnorme. In un'emergenza «che è passata da pochi comuni a 1/3 della regione – elenca il governatore – abbiamo 122 comuni danneggiati quando ad agosto ne avevamo un centinaio, 249 zone rosse quando prima avevamo Arquata, Montegallo e Acquasanta». Snocciola numeri Ceriscioli. Che però sono suscettibili di modifica verso l'alto. Mentre scriviamo siamo a 55 municipi inagibili, 166 scuole, 795 attività produttive colpite direttamente, 234 stalle inagibili (quattro volte il numero del terremoto di agosto). Dei 25.010 sfollati, 13.007 sono assistiti in palestre, capannoni e palazzetti, 5116 sono in autonoma sistemazione e 6.887 in albergo. A queste persone si aggiungono 13.930 persone che trascorrono la notte in macchina o da parenti e amici per paura di nuove scosse.

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Il decreto prevede i moduli abitativi al posto delle tendopoli. La gara d'appalto per la fornitura delle stalle mobili di agosto (in consegna in questi giorni) sarà aperta anche per le sopravvenute necessità. Aumentano anche i dipendenti pubblici. Se il decreto di agosto prevedeva 50 unità da ripartire nei Comuni del sisma, il nuovo provvedimento apre a 350 persone. Sarà poi la Regione a distribuirli tra i vari Comuni. «Immagino una quota superiore del 50% per le Marche – auspica Ceriscioli – visto che siamo la regione più colpita». Le strade saranno affidate ad Anas e sarà più semplice l'intervento per i Comuni per puntellare edifici storici (oltre 3000 i beni culturali coinvolti) o vincolati: basterà una semplice comunicazione alla Soprintendenza. Ancora da definire il nuovo "cratere sismico". Ceriscioli ha anche invitato il consiglio a legiferare su eventuali semplificazioni per tagliare la burocrazia che gira attorno alla ricostruzione. «Con l'aumento delle zone rosse non è detto che gli strumenti normativi siano adeguati a mantenere qualità e tempi, indispensabile dare una riposta. Se ho una grande qualità ma gli interventi posso farli tra 10 anni, non do un grande servizio. Non è escluso che serva, come fatto da altre regioni, un intervento legislativo per affinare gli strumenti» suggerisce il presidente delle Marche.

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