Sabato, 25 Settembre 2021
Cronaca Osimo

La luna rossa splende sulla storica sagra: pesce fritto, mojito e magia

La storica sagra del pesce fritto, accompagnata dalla festa del mojito, ha attirato migliaia di persone che quest’anno hanno mangiato e festeggiato con il naso all'insù

Musica live, pesce fritto e mojto. Il tradizionale week end da leccarsi i baffi ad Abbadia di Osimo è iniziato sotto il rosso della superluna. La sagra del pesce fritto, giunta alla sua 22° edizione, allieterà i palati fino a domenica e venerdì sera ha fatto da cornice alla festa dedicata alla celebre bevanda cubana. 

Migliaia di persone si sono date appuntamento al campo di via Bambozzi. La fila per poter ordinare non ha spaventato i golosi che hanno degustato il pesce sotto i gazebo o nelle panche all’aperto con il naso all’insù. L’eclissi lunare non ha tradito le aspettative e l’insolito colore sanguigno del satellite naturale ha catturato l’attenzione dei presenti al pari del sapore. L’evento è organizzato come ogni anno dal comitato del circolo culturale di Abbadia, presieduto da Fulvio Rossi: «Il primo anno siamo partiti come sagra dello stoccafisso nel mese di maggio, ma avevamo visto che in quel mese c’erano giornate piovose quindi l’abbiamo spostata a luglio come sagra del pesce fritto. E’ andata sempre crescendo, ogni anno inseriamo un piatto nuovo e quest’anno fatto il gratin che sta andando molto bene». Sono circa 5.000 i pasti preparati dallo staff compresi quelli da asporto. 

Per il dopo cena è bastato spostarsi di pochi metri rispetto a panche e gazebo. La festa del mojito (serata unica) è arrivata alla sua 12° edizione ed è nata nel pub di Riccardo Cantori, il Roxy Pub. A spiegarne storia e spirito è Emanuele Orlandoni, uno degli organizzatori e ideatori: «C’era stato chiesto di inventare qualcosa per i giovani durante la sagra del pesce fritto, eravamo solo in 4 quella sera e abbiamo scelto il mojito. Inizialmente la festa era intima all’interno del circolo culturale Endas, con poco più di 100 persone e un dj, poi si è sviluppata e ora in una serata vanno via anche 200 litri di rhum». Riccardo Cantori sottolinea che: «Ci si diverte e non è mai successo nulla, è una festa che ha assunto una sua identità. Il nostro è un lavoro di ricambio generazionale». Alla festa del Mojito hanno lavorato tra le 30 e le 50 persone, per la maggiorparte residenti di Abbadia che si conoscono e si frequentano durante tutto l’anno. 
 

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