Mercoledì, 23 Giugno 2021
Cronaca

Fincantieri e Prefettura di Ancona, un protocollo contro le infiltrazioni mafiose

Il Prefetto di Ancona Raffaele Cannizzaro e l'Ad di Fincantieri Giuseppe Bono hanno sottoscritto oggi, presso la sede della Prefettura, un Protocollo di legalità volto a prevenire ed evitare tentativi di infiltrazione mafiosa negli appalti

Raffaele Canizzaro (sinistra) e Giuseppe Bono (destra) firmano il protocollo

ANCONA - Fincantieri e la Prefettura di Ancona hanno siglato oggi un Protocollo di Legalità per contrastare eventuali tentativi di infiltrazione mafiosa negli appalti assegnati alla società per il lavoro svolto nello stabilimento dorico. Il Protocollo si inserisce nell’ambito delle iniziative avviate da Fincantieri per il rafforzamento degli strumenti di prevenzione e contrasto delle infiltrazioni della criminalità organizzata che si colloca nel più ampio panorama delle attività negoziali condotte dalla Prefettura, per la salvaguardia e la conservazione della legalità anche nei settori di sviluppo economico e produttivo. L'impengo maggiore sarà quello di Fincantieri verso una massima trasparenza. Porprio l'azienda nazionale della cantieristica navale, tramite una nota, fa sapere come "al momento dell’assegnazione degli ordini, le imprese dovranno espressamente accettare e sottoscrivere i contenuti oggetto del Protocollo, impegnandosi ad estenderli agli eventuali sub appaltatori".  Ma a sua volta la Prefettura attiverà una costante azione di monitoraggio.

«E' un buon prodotto - ha detto il Prefetto Raffaele Cannizzaro durante la cerimonia di firma - Ma sarà bene iniziare a studiare anche gli aggiornamenti, proprio per seguire la filosofia dei controlli. Questo non è un appalto di opere pubbliche, è l'attività di una società di diritto privato che volontariamente si sottopone a tutte le verifiche antimafia preordinate a preservare l'attività dell'azienda da possibili infiltrazioni mafiosi anche di tipo indiretto. Da oggi la Fincantieri dovrà trasmettere in Prefettura preordinate a questi controlli, cioè tutti gli appalti ed i subappalti e le forniture per i settore delle attività sensibili per i controlli antimafia sui futuri contraenti». Dunque con la firma di oggi ad Ancona, e dopo quella di Marghera, Fincantieri auspica di estendere quanto prima la sottoscrizione di tale importante protocollo in tutti i siti dove essa è impegnata, in particolare a Monfalcone. Il Protocollo recepisce in larga parte le procedure già oggi poste in essere da Fincantieri. Tali procedure, molto vincolanti in sede di assegnazione degli ordini, prevedono inoltre costanti controlli circa la correttezza retributiva e contributiva delle ditte operanti.

«Dobbiamo cercare di inserire quegli elementi per fare in modo che la criminalita' organizzata che tanto condiziona lo svolgimento delle attività economiche venga in qualche modo emarginata ed impossibilitata ad interferire con le nostre attività - ha commentato l'Ad di Fincantieri Giuseppe Bono - Devo dire che tutta la Fincantieri in questi anni ci sono stati casi isolati e non abbiamo riscontrato da noi tutta questa illegalità. Ogni cantiere è organizzato per la sicurezza ed i controlli e fino ad ora siamo riusciti a tenere fuori dai nostri cantieri delle distorsioni particolarmente rilevanti. Questo non vuol dire che dobbiamo allentare la tensione, ma dobbiamo maggiormente incidere su questi fenomeni e vi posso assicurare che negli anni abbiamo istituito un'ottima organizzazione di controllo interno. Fin'ora abbiamo sempre riscontrato che al momento opportuno i lavoratori del cantiere rispondono veramente bene e si meritano il lavoro che arriva». 

Ad asssitere al momento della firma del protocollo di intesa tra Prefettura e Fincantieri, c'era anche il sindaco Valeria Mancinelli, che ha detto: «Ora in concreto il problema sarà quello di mettere in pratica questo nuovo strumento attraverso gli organi di controllo comptenti come l’Ispettorato per il lavoro e Inail. Con questi accordi Fincantieri adotterà regole certe nei contratti con ditte appaltanti e subappaltanti e se dovesser o essere pizzicate a violare norme in materia di lavoro o peggio,gli accordi saltano»

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