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Pittrice uccisa, Renata è stata avvelenata? Il pm lo chiede al perito del caso Yara

Giampietro Frison relazionerà la procura sull'eventuale presenza di sostanze tossiche nei resti della Rapposelli. Sequestrati i cellulari di Simone, domani si analizza l'automobile

Sul cadavere di Renata Rapposelli si cercano eventuali tracce tossicologiche. E’ stata avvelenata prima di essere abbandonata senza vita sulle rive del Chienti? Lo dovrà scoprire Giampietro Frison, tossicologo forense nominato dal Pm Andrea Laurino. Frison, specialista veneto che si è occupato di alcuni accertamenti sul caso di Yara Gambirasio, ha 45 giorni di tempo per esaminare i reperti sequestrati a Tolentino sul luogo del ritrovamento del cadavere e alcuni reperti autoptici. La procura resta convinta che la pittrice 64enne sia stata uccisa e l’incarico a Frison dovrà stabilire o escludere che la morte è avvenuta per avvelenamento. Il tossicologo però non cercherà solo eventuali tracce di veleno. Nell’incarico gli viene chiesto di raccogliere anche eventuali tracce di farmaci o narcotici. Sostanze, insomma, che di base sono estranee al corpo umano. L’analisi in questione è una delle poche che può far luce sulla morte della Rapposelli. Il cadavere, trovato il 10 novembre scorso già in avanzatissimo stato di decomposizione, non permette di sciogliere molti dettagli. Non si saprà mai, ad esempio, qual è stato e a quando risale l’ultimo pasto della donna e dall’esame dei reperti è difficile anche ricostruire le sue ultime ore di vita. Occhi puntati dunque sui vestiti, sul fogliame su cui era poggiato il corpo senza vita e naturalmente sui reperti che il medico legale ha potuto raccogliere. 

Gli inquirenti contano però di ricostruire le ultime ore di Renata anche da dettagli non biologici e la svolta potrebbe arrivare proprio dalla tecnologia. Ieri i carabinieri hanno sequestrato due cellulari e quattro schede sim di Simone Santoleri. Il figlio di Renata è indagato insieme a suo padre Giuseppe per omicidio e occultamento di cadavere e gli esperti passeranno al setaccio contatti, celle telefoniche e chiamate fatte e ricevute dal giorno della scomparsa (9 ottobre) con particolare attenzione su quello del ritrovamento (10 novembre). 

L’altro elemento di svolta potrebbe arrivare dagli accertamenti sulla Fiat 600 con cui Giuseppe Santoleri ha detto di aver accompagnato verso Ancona, ma fino a Loreto, la sua ex moglie dopo un litigio in casa di Simone. L’esame si svolgerà domani nell’autorimessa giudiziaria di Giulianova, dove la vettura è tuttora sotto sequestro, e i periti cercheranno eventuali riscontri con il terreno di Tolentino. Verranno analizzate ruote, carrozzeria e in particolare il fondo della vettura in cerca di terriccio e materiale vegetale compatibili con quelli che si trovano nel luogo del ritrovamento del cadavere. Se dovessero coincidere potrebbe cadere il castello difensivo dei Santoleri. 
 

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