Cresce la popolazione di cervi nel Parco, i risultati del censimento "al bramito"

Sono stati contati un numero compreso tra 64 e 70 individui, concentrati soprattutto nell’area di Visso e Castelsantangelo sul Nera

I risultati del 9° censimento del cervo, svoltosi lo scorso 22 settembre, confermano la crescita dei cervi nel Parco dei Sibillini. In particolare, mediante l’ascolto del tipico vocalizzo emesso dai maschi nel periodo degli accoppiamenti (bramito), sono stati contati un numero compreso tra 64 e 70 individui, concentrati soprattutto nell’area di Visso e Castelsantangelo sul Nera. Sulla base di valutazioni riguardanti il numero medio di individui che compongono gli “harem”, cioè i branchi di femmine e giovani difesi da ogni maschio riproduttore, è possibile stimare una popolazione complessiva tra i 450 e i 510 cervi, il che indica un presumibile incremento di circa il 15% rispetto allo scorso anno.

Questo maestoso e nobile animale, che da sempre ha abitato questi monti e da cui si era estinto circa due secoli fa, è tornato così a ripopolare i boschi dei Sibillini, grazie a un progetto di reintroduzione realizzato dal Parco a partire dal 2005. Il monitoraggio del cervo, effettuato anche tramite l’utilizzo di foto e video trappole, fa parte del progetto WOLFNET 2.0 della direttiva “biodiversità” del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, con lo scopo di monitorare la popolazione di lupo, specie di interesse comunitario, e delle sue prede naturali tra le quali, appunto, il cervo. 

Il censimento è stato effettuato di notte dai tecnici del Parco con la collaborazione del personale del Reparto Carabinieri Forestali “Parco Nazionale Monti Sibillini” e la partecipazione di 41 volontari, i quali hanno potuto immergersi nella magia della natura, sotto il cielo stellato e nel silenzio interrotto solo dai potenti e suggestivi bramiti. Un’esperienza emozionante che ha ripagato gli effetti delle temperature piuttosto basse. L’attività quest’anno ha assunto un significato particolare, anche di speranza, per il territorio duramente colpito dai gravi eventi sismici dello scorso anno.

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