Mercoledì, 16 Giugno 2021
Cronaca

“Rivers Drug”, un fiume di eroina dal Pakistan alla Val Musone e Riviera del Conero: quattro arresti

L'organizzazione, stroncata dai CC di Osimo, aveva un giro d'affari da 90mila euro al mese. Le indagini proseguono per individuare fiancheggiatori e acquirenti locali, fra cui giovani e adulti insospettabili di note famiglie di Castelfidardo e Osimo

Sono quattro le persone arrestate con l’accusa di essere trafficanti di “eroina pakistana” coltivata e prodotta nel paese d’origine e poi smerciata lungo la Riviera del Conero, nella Val Musone, nei comuni di Loreto, Castelfidardo e Osimo. Gli affari erano gestiti da un “corriere di fiducia” italiano, residente a Polverigi nel tentativo di impiantare ed estendere lo smercio illegale dello stupefacente nella Vallesina.
L’attività illegale degli spacciatori arrestati, che fruttava giornalmente circa 3mila euro, è stata smantellata dal personale del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Osimo.

L’operazione denominata “Rivers Drug” ha visto coinvolte le Procure di Ancona e Macerata in tutte le fasi dell’indagine e si è conclusa nella tarda serata di venerdì con la collaborazione, nella fase esecutiva, dei carabinieri delle Stazioni di Porto Recanati, Osimo, Filotrano e Castelfidardo.
I carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Osimo, diretti e coordinati dal Cap. Raffaele Conforti e condotti dal Luogotenente Luciano Almiento, hanno circondato l’Hotel House di Porto Recanati, risultato la “centrale” dello spaccio e lo snodo principale del traffico di stupefacenti provenienti dal Sud Italia e dall’estero, e hanno fatto irruzione in cinque appartamenti, bloccando gli occupanti e operando simultaneamente le perquisizioni domiciliari, scoprendo in uno degli appartamenti un vero e proprio laboratorio (attrezzato con frullatori, bilancini, carta stagnola e bustine in plastica) per il taglio ed il confezionamento dell’eroina.

I militari hanno quindi messo le manette ai polsi a:
 
-    U. S., nato in Pakistan, Classe 1982, residente a Porto Recanati, già noto alle forze dell’ordine, considerato il capo dell’organizzazione
-    R. R., nato ad Ancona, Classe 1967, residente a Polverigi, già noto alle forze dell’ordine, ritenuto referente e pusher per Osimo, Polverigi e Agugliano;
-    A. R., nato in Tunisia, Classe 1969, residente ad Ancona, già noto alle forze dell’ordine, ritenuto pusher e vedetta dell’organizzazione e dell’Hotel House
-    A. A., nato in Pakistan, Classe 1988, domiciliato a Porto Recanati, già noto alle forze dell’ordine, ritenuto pusher e vedetta dell’organizzazione e dell’Hotel House

Le indagini hanno permesso di accertare come l’organizzazione, attraverso una fitta rete di clientela telefonica e via internet (tramite una chat di un motore di ricerca Turco), riuscisse a smerciare al dettaglio un quantitativo mensile medio di 3 kg di eroina, per un guadagno mensile di 90mila euro circa. In quattro mesi, secondo gli inquirenti, erano riusciti ad “impolverare” con 12 kg di eroina la Riviera del Conero e Val Musone, con un profitto di 400mila euro. Centro di tutto, come si è detto, l’Hotel House di Recanati.

Il pm di Ancona Rosario Lioniello, ha disposto la traduzione di R.R., difeso dall’avvocato Marco Casciola, e A. R., difeso dall’avvocato Nicoletta Pelinga, presso la casa circondariale di Montacuto. Il pm di Macerata Cristina Polenzani ha disposto la traduzione di U.S. e A.A., entrambi difesi dall’avvocato Alessandro Brandoni, presso il carcere di Camerino.

Le indagini, che hanno già permesso di definire i punti di smercio e spaccio dell’eroina, continuano, e sono indirizzate all’identificazione della catena dei contatti telefonici ed internet dei fiancheggiatori e acquirenti locali al dettaglio, con una lista stilata in cui vi sono molti giovani e adulti insospettabili appartenenti a note famiglie di Castelfidardo e Osimo.  

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