Cronaca

Nuovo sequestro all’ex centro sportivo Extasy: trovata una discarica. Sospetto amianto: caccia ai responsabili

Carabinieri e forestali e polizia locale hanno fatto un controllo trovando materiale di ogni tipo. L’ipotesi di reato è abbandono di rifiuti. Multe fino a 26mila euro per chi ha violato la legge ambientale

ANCONA - Plastica, legno, materiale raee, inerti, rifiuti urbani, stampanti, lana di roccia, materassi, vasca in vetroresina, neon, sacchi di cemento, urbani ingombranti, sanitari, onduline, finestre, porte, mobilia in legno, bidoni con vernici e solventi e anche il sospetto di amianto. Sequestrato il cortile dell’ex centro sportivo Extasy, alla Baraccola. L’area, di 9mila metri quadrati, era diventata una discarica a cielo aperto, dove chiunque, visto lo stato di abbandono della struttura, ridotta così per mille questioni e battaglie giudiziarie portate avanti dall’imprenditore Roberto Busco (che ne ha anche vinte diverse), andava sul posto per liberarsi di materiale che andava invece smaltito secondo legge e quindi con dei costi. Il blitz dei carabinieri forestali, la stazione di Ancona, e della polizia locale, la sezione Ambiente, è dei giorni scorsi. L'area in questione è stata più volte oggetto di plurimi abbandoni di rifiuti, ed è di proprietà di una società di Busco, con sede legale ad Ancona. Complessivamente misura circa 24mila mq e presenta al suo interno un immobile di 15mila mq accessibile a chiunque, ma in stato di semiabbandono e precarie condizioni strutturali. Attorno al capannone c’è un’area esterna, accessibile facilmente, lì sono stati trovati i rifiuti, abbandonati da ignoti.

I militari e gli agenti, al fine di evitare che la libera disponibilità dell’area in questione potesse aggravare o agevolare la commissione di altri reati, hanno proceduto al sequestro penale della parte dello spazio pertinenziale dell’edificio, per una superficie di circa 9mila mq, avviando anche le procedure per la messa in sicurezza dell'edificio presente, al fine di scongiurare ulteriori indebite intrusioni di personale estraneo, che peraltro al momento dell'intervento era presente. La caratterizzazione dei rifiuti è stata eseguita con il supporto dell’Agenzia Regionale di Protezione Ambientale (ARPAM) di Ancona, ad esito della quale sono risultati rifiuti prevalentemente domestici non pericolosi, con anche presenza di presunto amianto per il quale sono stati eseguiti campionamenti. Sono in corso le indagini per individuare i responsabili degli abbandoni che rischiano  multe fino a 26mila euro e un anno di arresto (per abbandono di rifiuti).

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