Appalto mensa vigili del fuoco, i sindacati: «Sotto l'albero ennesimo "pacco" natalizio»

«Nonostante siano ancora necessarie ulteriori risorse economiche necessarie a riconoscere ai Vigili del Fuoco stipendi adeguai alla professionalità che quotidianamente mettono in campo»

«Si taglia il diritto alla mensa di servizio ai Vigili del Fuoco sostituendolo con i buoni pasto o con un pasto veicolato che visti i valori economici in ballo equivale al nulla! Dopo i tagli lineari che mettono in difficoltà quotidianamente l’operatività dei Vigili del Fuoco costretti ad operare con mezzi e attrezzature inadeguati. Nonostante siano ancora necessarie ulteriori risorse economiche necessarie a riconoscere ai Vigili del Fuoco stipendi adeguai alla professionalità che quotidianamente mettono in campo». Così i coordinamenti e segreterie regionali dei vigili del fuoco Marche.

«Dopo la cronica carenza di organico che non garantisce la piena operatività in sicurezza degli operatori del soccorso, oggi, l’amministrazione pensa bene di incidere direttamente nella “carne viva” tagliando il servizio mensa per il personale operativo che svolge turni continuativi di 12 ore nelle sedi distaccate sostituendolo con un buono pasto di 7 euro! La mensa di servizio per i Vigili del Fuoco ricopre un aspetto fondamentale in termini di salvaguardia della salute e sicurezza degli operatori, che hanno la necessità di reintegrare le indispensabili energie, previste anche da specifiche tabelle caloriche, durante i turni di 12 ore di lavoro svolte in interventi di soccorso spesso in condizioni estremamente critiche. Togliere al personale impegnato in operazioni di soccorso tale possibilità rischia di mettere in serio pericolo la salvaguardia degli operatori che potrebbero trovarsi nella impossibilità di assumere quei necessari elementi nutrititi utili a mantenere la piena efficienza fisica. Ciò avrà inoltre risvolti anche di carattere occupazionale poiché la dismissione dei centri di cottura presso le sedi, oggi affidati in appalto a ditte che si occupano di ristorazione, subiranno un’inevitabile contrazione in termini occupazionali determinando il licenziamento, tra l’altro già annunciato, di molti lavoratori e lavoratrici».

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