Rilancio del Made in Italy nelle zone terremotate, finanziati 54 progetti con 15 milioni di euro

Il filo conduttore degli investimenti, come previsto dal bando, sarà l’innovazione, applicata nell’agroalimentare, nella meccatronica, nei settori della moda, casa, salute e benessere

Sono 54 - sui 67 pervenuti - i progetti finanziati con il bando 2018 Por Fesr per il rilancio produttivo delle zone terremotate marchigiane attraverso il sostegno alla competitività del Made in Italy. I contributi consessi sono pari a 15 milioni di euro e consentiranno di attivare 28 milioni di investimenti, proposti dall’aggregazioni delle imprese (almeno tre per progetto) che hanno richiesto i contributi. Si prevedono 120 nuove assunzioni, tra stabilizzazioni, contratti nuovi o atipici. Il filo conduttore degli investimenti, come previsto dal bando, sarà l’innovazione, applicata nell’agroalimentare, nella meccatronica, nei settori della moda, casa, salute e benessere.

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La graduatoria è la terza approvata nel 2019 per la valorizzazione delle aree interessate dal sisma. Le due precedenti hanno riguardato, a marzo, gli investimenti produttivi (insediamento nuove attività, ristrutturazione aziendale, diversificazione produttiva: 74 progetti sostenuti con 23 milioni di euro e 84 milioni d’investimento); a maggio, la valorizzazione delle imprese sociali (40 attività finanziate con 4,8 milioni per 7,2 milioni di investimenti). “Questa graduatoria è un’ulteriore risposta al rilancio delle aree devastate dal sisma, puntando sull’innovazione come volano per uscire dalla crisi - commenta l’assessora alle Attività produttive, Manuela Bora – La strada percorsa è quella degli investimenti negli ambiti del Made in Italy, attraverso la rivitalizzazione delle filiere produttive. Le piccole e medie imprese hanno saputo cogliere questa opportunità, puntando su progetti innovativi di grande qualità e scegliendo di farlo attraverso forme di aggregazione in filiera; è questa la risposta straordinaria, e assolutamente non scontata, soprattutto in settori tradizionali come quelli del Made in Italy, mostrata dalle imprese localizzate nelle aree del cratere. Credo che si tratti davvero di un grandissimo risultato per la nostra Regione, che testimonia la voglia di ripartire degli imprenditori”. Analizzando, in dettaglio, le proposte presentate e finanziate dalla Regione, si nota un orientamento imprenditoriale verso attività strategiche trasversali, come l’introduzione dei sistemi di tracciabilità e il risparmio energetico. I contributi concessi sosterranno nuove forme di marketing (nuovi prodotti, piattaforme interattive), la registrazione di marchi collettivi e l’acquisizione di certificazioni. Tra i progetti ammessi al finanziamento emergono quelli destinati a realizzare ambienti di vita interamente domotizzati e controllabili da remoto; l’introduzione sul mercato di alimenti freschi confezionati; il riutilizzo di materiali naturali nell’ottica dell’economia circolare.

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