Martedì, 19 Ottobre 2021
Cronaca

Cannabis, per l'Associazione Coscioni il proibizionismo ha fallito: «Legalizziamo»

Così Enrica Caferri e Renato Biondini, rispettivamente presidente e segretario della cellula Coscioni di Ancona

«Nella Regione Marche la magistratura e le forze dell’ordine stanno facendo una lotta alla cannabis light (cannabis leggera con basso contenuto di principio psicoattivo),  mettendo sotto sequestro dei prodotti di cannabis light e chiudendo alcuni negozi che la commercializzano. Il sequestro ha preso spunto dalla normativa che regolamenta la legge 242 del 2017, che non è chiarissima sulla coltivazione di cannabis in quanto la concentrazione di THC (il principio psicoattivo) ammesso oscilla tra 0,2% e lo 0,6% non esplicitando quale dovrebbe essere la soglia consentita per la commercializzazione». Così Enrica Caferri e Renato Biondini, rispettivamente presidente e segretario della cellula Coscioni di Ancona. 

«Noi riteniamo che, se è consentito nella coltivazione una percentuale di THC dello 0,6% dovrebbe essere consentito anche la commercializzazione di prodotti di cannabis light con un contenuto di THC dello 0,6%  invece no, qui nelle Marche si sequestrano dei prodotti di cannabis light in alcuni negozi con un contenuto di THC dello 0,25%, assurdo. Questa azione delle forze dell’ordine contro la cannabis light è inopportuna perché  riteniamo che il proibizionismo sulle droghe ha fallito e si deve fare una politica di riduzione del danno puntando sulla legalizzazione. Si deve sapere che è scientificamente  provato che  non solo la cannabis light ma la cannabis in generale è meno dannosa del tabacco e dell’alcol, non si è mai sentita una persona che si morta perché faceva uso di cannabis; mentre sappiamo che il tabacco nuoce gravemente alla salute come l’eccesso di alcol. C’è poi da considerare che la cannabis ha anche un uso terapeutico consentito in Italia dal 2007, ma guarda caso anche a causa di questa “guerra” alla cannabis l’accesso a queste cure e alla salute costituzionalmente garantito viene negato proprio anche perché la cannabis viene vista come un prodotto pericoloso».  

«Questa modo di procedere è criminogeno perché oltre che combatte una lotta alla droga che droga non è, alimenta il mercato nero e la criminalità che tra risorse da essa. Chiediamo al governo di fare chiarezza sulla materia tenendo conto che la cannabis light produce un mercato e una filiera che crea lavoro e ricchezza, chiediamo che si  proceda con politiche per la riduzione del danno, chiediamo che sia iniziata una discussione parlamentare sulle varie proposte di legge che propongono la legalizzazione della produzione, commercializzazione e il suo uso ricreativo o ludico ma anche terapeutico. Sul versante della cannabis terapeutica dobbiamo denunciare la negazione del diritto alla salute di molti malati che non riescono ad accedere alle cure con cannabinoidi perché lo stato in generale, ma anche le regioni ,non garantiscono l’accesso a queste terapie, sia perché le istituzioni sanitarie non sono informate di questi percorsi terapeutici in quanto manca una adeguata formazione del personale sanitario, sia perché la quantità e la qualità della cannabis in commercio è insufficiente e il suo costo è troppo elevato».

«Ci domandiamo perché le autorità competenti invece di fare una inutile caccia alle streghe non tuteli il diritto dei malati marchigiani all’accesso terapeutico della cannabis?  Perché la Cannabis terapeutica è una vera e propria cura per molti pazienti che per esempio hanno forti dolori neuropatici o cronici, spasmi, nausea dovuta alla chemioterapia, problemi devastanti dovuti all’anoressia, crisi epilettiche farmaco resistenti sia negli adulti che nei bambini».

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