«C'è una casa in affitto?» e derubavano anziani. Condannata la gang di truffatori

Operazione Go Away dei carabinieri: 14 anni complessivi di reclusione per tre ladri che con banali scuse, a caccia di soldi e gioielli, raggiravano nonnini in tutta Italia

Foto d'archivio

Stangata sulla gang che truffava e rapinava gli anziani: 14 anni di reclusione complessivi sono stati inflitti dal gup Francesca De Palma ai tre rom a processo nell’ambito dell’operazione Go Away: i carabinieri di Numana, guidati dal comandante Alfredo Russo (foto in basso) e coordinati dal pm Rosario Lioniello, nell’ottobre 2018 stroncarono una banda specializzata in furti e rapine, una ventina commessi in tutta Italia, tra il gennaio e il maggio 2018, per un bottino stimato in 150mila euro, non solo ad Ancona e nelle Marche (tra Marotta e Senigallia), ma anche a Terni, L’Aquila, Ravenna, Rimini, Firenze, Pisa, Treviso, Gorizia e Udine. L’indagine era partita proprio da una rapina a casa di un’anziana di Sirolo, nel maggio 2018: mentre due ladre stavano raggirando la donna, arrivò la figlia che, resasi conto della situazione, provò a fermarle, ma fu stata strattonata e scaraventata a terra con forza e quelle scapparono con soldi e gioielli. 

Utilizzavano sempre la stessa tecnica: si presentavano come coppiette interessate a prendere in affitto un appartamento e chiedevano informazioni, bussando alla porta di persone anziane. «Scusi, nel palazzo c’è qualcuno che sta vendendo casa?». Con questa domanda banale, riuscivano ad incantare le vittime e mentre un truffatore parlava e parlava, la complice si intrufolava in casa e arraffava di tutto: soldi, gioielli, ogni cosa preziosa che trovava nei cassetti. Se invece i proprietari non c’erano, allora usavano la forza: scassinavano serrature e spaccavano finestre per entrare. I carabinieri di Numana e della Compagnia di Osimo arrivarono a scoprire il poker di ladri rom (con tre arresti e una denuncia a piede libero), tutti domiciliati nel Lazio, dopo 5 mesi di indagini. 

Lunedì si è chiuso il capitolo con la sentenza di condanna per tre di loro, un ragazzo e due ragazze, che avevano chiesto il giudizio abbreviato (un quarto imputato, 49enne, procederà con rito ordinario): la punizione più pesante (5 anni e 4 mesi di reclusione, oltre a 2400 euro di multa) è andata a un 21enne. Cinque anni e 2 mesi (più 2300 euro di multa) alla complice coetanea e 3 anni e 5 mesi (e 750 euro di multa) alla terza componente della gang, una ventenne. Nonostante siano venuti meno alcuni furti e l’ipotesi associativa durante il processo, i tre sono stati interdetti per 5 anni dai pubblici uffici e verranno espulsi dall’Italia a pena espiata. 

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