Inchiesta raffineria, sotto accusa anche la valutazione dell'allarme alla cittadinanza

Si indaga anche sul perché un incidente che ha generato una settimana di aria infernale in città sia stato classificato come evento interno. Nominato l'esperto della Procura

Oltre a capire il perché Falconara abbia respirato per una settinana aria infernale, con picchi di benzene registrati fino al picco medio giornaliero di 37,5 microgrammi per metrocubo (dati Arpam del 16 aprile) la Procura di Ancona indaga anche sul fatto che l'incidente al serbatoio TK61 è stato classificato come evento minore, relegato all'interno della Raffinera Api. E soprattutto sul come mai sia stato comunicato agli enti preposti (Comune, Arpam, Ars, Asur e Protezione Civile) il giorno successivo rispetto al reale accadimento. E così, tra i 16 dipendenti Api destinatari degli avvisi di garanzia, figura oltre all'amministratore delegato Giancarlo Cogliati e i vertici apicali del petrolchimico deputati ai processi lavorativi e di controllo della cisterna, anche il responsabile alla classificazione dell'incidente. Da ieri, dopo l'annuncio pubblico chiesto dalla pm Irene Bilotta, i cittadini che hanno sporto denuncia sfilano al Comune di Falconara per prendere visione (o copia) della comunicazione. Procedura irrituale che si è resa necessaria, secondo la valutazione del pm, per raggiungere tutto il migliaio di denuncianti. 

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Sono 1.035 quelli che hanno bussato alla porta della Tenenza dei Carabinieri per le esalazioni più una ventina che hanno presentato un certificato medico. Motivo per il quale, quest'ultimo, si indaga, non solo per per reati ambientali, ma anche per lesioni. La Procura si appresta anche a nominare il suo perito. Si tratta di Gabriele Annovi, ingegnere di Camerata Picena esperto in determinazione delle cause di malfunzionamento in ambito industriale. La nomina sarà inviata lunedì. A quel punto la Procura potrà disporre gli accertamenti tecnici irripetibili in Raffineria ai quali potranno partecipare tecnici di parte nominati da terzi. Tra questi figura anche lo stesso Comune di Falconara, la cui giunta aveva dato incarico al sindaco Goffredo Brandoni di formalizzare denuncia ai carabinieri. Compito svolto dal primo cittadino che, accompagnato dall'avvocato Calogero Caruso, aveva depositato una denuncia contro ignoti esponendo i fatti, senza formulare ipotesi di reati ma riservandosi la possibilità di costituirsi parte civile in un eventuale procedimento penale. 

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