Cronaca

Impianti chiusi, scatta la protesta: i gestori consegnano la "divisa" al sindaco

Un gesto simbolico quello dei gestori Giacomo Zanchetti e Francesco Cangiotti (direttore) per protestare contro la decisione del Governo di posticipare l'apertura degli impianti al 5 marzo

Bolognola Ski (foto di repertorio)

I gestori degli impianti sciistici di Bolognola hanno consegnato al primo cittadino del Comune del maceratese, Cristina Gentili, la divisa della società Bolognola Ski. Un gesto simbolico quello dei gestori Giacomo Zanchetti e Francesco Cangiotti (direttore) per protestare contro la decisione del Governo di posticipare l'apertura degli impianti al 5 marzo.

«Abbiamo deciso di consegnare la divisa della nostra stazione sciistica- dice Giacomo Zanchetti sulla pagina Facebook di Bolognola Ski- dietro a quella divisa ci sono tutti i nostri sforzi, i nostri ragazzi che insieme a tutta la società credono nel territorio e nelle sue potenzialità. Ristori mai arrivati da marzo dello scorso anno e ora accumuliamo ulteriori danni economici relativi a gli investimenti che abbiamo affrontato solo perchè abbiamo creduto nel nostro lavoro e abbiamo affrontato con la massima diligenza e rispetto tutti i protocolli». Bolognola Ski avrebbe riaperto oggi e, come da regolamento, aveva ridotto la capienza dei propri impianti al 30% di quella regolamentare. «Ennesimo rinvio di una stagione mai iniziata -afferma il direttore Francesco Cangiotti- che vede la delusione nelle istituzioni e la speranza ormai svanita di un rilancio di questo settore che e' cardine di un'economia di un intera vallata». Ora gli imprenditori chiedono ristori e rimborsi. «Ristori ma a questo punto anche rimborsi immediati, perchè non è una questione di chiusura ma è la modalità ad aggravare questa situazione economica- conclude Cangiotti-. Siamo l'unica stazione delle Marche ad aver sostenuto gli atleti e le scuole sci, con le nostre aperture speciali solo per loro, proprio per garantire un servizio completamente a nostre spese e continueremo a farlo perchè la montagna deve continuare a vivere. Questo è un gesto di grande disappunto, nei confronti delle istituzioni 'alte' e non del nostro sindaco».

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