Caccia alla lepre davanti al santuario, spari tra la folla: ferito un visitatore

L'uomo è stato raggiunto dai pallini dei fucili nella giornata del Fai: la denuncia delle associazioni ambientaliste Lac Marche e La Lupus in Fabula

Foto di repertorio

Spari tra la folla alla Pieve di Santo Stefano di Gaifa, un visitatore resta ferito dai pallini dei cacciatori che stavano inseguendo una lepre. Il fatto, accaduto domenica in località Canavaccio di Urbino in occasione dell’evento culturale delle Giornate d’Autunno organizzate dai Fai (Fondo Ambiente Italiano) è stato denunciato dalle associazioni Lac Marche e La Lupus in Fabula. «Una sessantina di persone, tra cui diversi bambini, erano radunate di fronte alla Pieve, alcune in attesa di visitare la chiesa con i volontari del Fai, altre invece pronte per partire per un’escursione guidata nella zona, quando improvvisamente sono piombati su di loro, sparando all’impazzata, due cacciatori, che con i loro cani stavano inseguendo una lepre - raccontano i responsabili delle associazioni ambientaliste -. Il povero animale si era infatti diretto verso la folla antistante la chiesa sperando di sfuggire alle doppiette dei cacciatori, ma questi, senza curarsi del rischio di poter colpire le persone, non si sono fermati e hanno continuato a sparare in direzione della preda». 

Nel caos, sarebbe rimasto ferito un visitatore. «Alcuni pallini hanno colpito un uomo, ferendolo in modo per fortuna non grave, mentre le altre persone, terrorizzate dalla scena, hanno cominciato ad urlare e a scappare in ogni direzione, nel panico generale - aggiungono le associazioni -. Si è poi sfiorata la rissa quando, ripresisi dallo spavento, alcuni presenti si sono avventati sui due cacciatori per biasimarli». A quel punto sono intervenuti una guardia venatoria e un carabiniere forestale in borghese, presenti casualmente all’evento del Fai. Ci hanno pensato loro a placare la situazione e calmare gli animi: hanno acquisito i nominativi dei due cacciatori e adesso «ci aspettiamo che qualcuno dei presenti sporga denuncia nei loro confronti per attività di sparo in direzione di persone - auspicano i responsabili delle associazioni Lac Marche e La Lupus in Fabula -. Se ciò accadrà, saremo al loro fianco e ci costituiremo come parte offesa. Riteniamo infatti intollerabile e profondamente ingiusto che nel pieno dell’emergenza Covid, con la gente costretta a rispettare delle forti limitazioni alla propria libertà individuale e con molte attività culturali e sportive vietate o fortemente inibite, a certi individui fanatici ed esaltati sia invece permesso di andare in giro armati e di sparare all’impazzata solo per soddisfare la loro bramosia di uccidere un animale indifeso. Invece di impedire a cittadini disarmati e innocui di ritrovarsi per ammirare e godere dei beni artistici, architettonici ed ambientali collettivi, di cui è estremamente ricca la nostra Regione e l’Italia intera, perché non fermare queste orde barbare ed incivili, il cui unico interesse è solo quello di sfogare la loro rabbia repressa, privando la vita ad altri esseri viventi? Che benefici può ricevere la collettività da questa pratica anacronistica e sanguinaria?». 

Quindi, un appello alle istituzioni. «Chiediamo al sindaco di Urbino di emanare un’ordinanza di divieto di attività venatoria, a tutela della pubblica incolumità, in tutta l’area circostante la Pieve di Santo Stefano di Gaifa, come fece lo scorso anno il sindaco di Fermignano per l’area di Cà Paino del suo comune, divenuta col tempo un parco, molto frequentato dai cittadini, attraverso sentieri e percorsi attrezzati. Questo anche per evitare che nel prossimo fine settimana, quando verrà replicata la Giornata del Fai sempre alla Pieve di Santo Stefano di Gaifa, si possa verificare nuovamente qualche increscioso incidente, con esiti stavolta ben più letali».

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