Cronaca

Vertenza Elica, il grido di Fiom-Cgil: «La delocalizzazione è una vergogna»

Lo dichiara la segretaria nazionale di Fiom-Cgil, Barbara Tibaldi, che questa mattina ha partecipato a Fabriano allo sciopero del comparto del bianco, indetto dalle organizzazioni sindacali

FABRIANO - «È una vergogna che nel momento in cui nel nostro paese si distribuiscono risorse alle imprese attraverso il Pnrr si permetta ad un'azienda come Elica, multinazionale italiana leader mondiale nel settore delle cappe aspiranti, di delocalizzare la produzione in Polonia e di licenziare». Lo dichiara la segretaria nazionale di Fiom-Cgil, Barbara Tibaldi, che questa mattina ha partecipato a Fabriano allo sciopero del comparto del bianco, indetto dalle organizzazioni sindacali, per protestare contro il Piano industriale presentato dal gruppo Elica di Fabriano.

«Oggi stiamo manifestando insieme alle lavoratrici e ai lavoratori contro il Piano di riorganizzazione di Elica che prevede 409 esuberi su 560 totali dipendenti del comprensorio, la chiusura dello stabilimento a Cerreto D'Esi e la delocalizzazione del 70% delle produzioni- argomante Tibaldi-. Elica rappresenta un'eccellenza per l'industria del nostro paese, occorre tutelare il lavoro e il nostro sistema industriale». Pertanto, sottolinea la sindacalista, «il Governo deve riconvocare il tavolo e far assumere alla proprietà le proprie responsabilità. L'azienda non può  porre come pregiudiziale la ricollocazione dei 409 lavoratori, torni sui suoi passi».

Il Pd duro su Acquaroli

«Molto grave e significativa l'assenza del presidente Acquaroli. Da lui neanche una parola di condanna contro lo scellerato Piano industriale dell'azienda che, delocalizzando, mette a rischio 400 posti di lavoro. Siamo al loro fianco oggi e lo saremo nei prossimi mesi». Così il consigliere regionale Antonio Mastrovincenzo (Pd), presente allo sciopero di tre ore indetto a Fabriano dai sindacati. Con lui anche gli altri dem marchigiani. «Siamo al fianco dei lavoratori e delle lavoratrici di Elica, vittime di una delocalizzazione inspiegabile- spiega Anna Casini-. Stiamo facendo e faremo di tutto per fermare questa operazione fatta per gli interessi di pochissimi contro quelli di un'intera comunità». Per Romano Carancini è importante manifestare oggi insieme ai lavoratori «tutti insieme per combattere il ritorno dei padroni e il buio salto nel passato», mentre il capogruppo in consiglio regionale Maurizio Mangialardi ribadisce che il Partito democratico chiede «il ritiro del Piano industriale dell'Elica che priva del lavoro centinaia di famiglie».

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