Ras Tafari a processo ad Ancona, ma è (ovviamente) un equivoco

Quando ieri, al tribunale di Ancona, il giudice ha trovato scritto nel fascicolo che quella mattina in aula sarebbe comparso l'imperatore etiope Hailé Selassié, è probabile che sia stato colto da un certo sospetto…

Nella foto: Ras Tafari (quello vero)

Quando ieri, al tribunale di Ancona, il giudice ha trovato scritto nel fascicolo che quella mattina in aula sarebbe comparso nientemeno che Ras Tafari, ovvero il defunto imperatore novecentesco Hailé Selassié (Negus d’Etiopia, Luce del Mondo, Eletto di Dio e altri titoli immaginifici di questo stampo) è probabile che sia stato colto dal sospetto che qualcosa non fosse andato per il verso giusto. Specie quando poi a presentarsi al banco, invece dell’ispiratore della religiosità tanto cara a Bob Marley è stato ovviamente solo un ragazzo anconetano, purtroppo affetto da problemi psichici.

I FATTI. La notizia è riportata dal Corriere Adriatico: il giovane era stato fermato nel 2010 da due agenti della polizia penitenziaria fuori servizio perché stava camminando in mezzo alla strada bloccando il traffico. Ne era seguita una colluttazione con gli agenti, al termine della quale, alla richiesta delle generalità, il ragazzo – senza documenti –  aveva dichiarato in inglese di essere “Rastafari”: gli agenti non avevano colto il riferimento e il nome era stato riportato nel verbale, generando il misunderstanding. In realtà l’avvocato difensore aveva fatto presente sin da subito che il nome del suo assistito non era certo quello, e che il giovane soffriva di un grave disturbo di sdoppiamento della personalità, fatto per cui si trova in costante cura psichiatrica.
 

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