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Foto di repertorio

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Muore in ospedale, i parenti irrompono in reparto e aggrediscono il primario: condannati

Se l'erano presa con il medico per la morte della donna dovuta ad una complicazione dell'apparato gastrointestinale. Sono stati condannati il figlio e la suocera

Era morta all'ospedale di Torrette in seguito ad una malattia diverticolare che le aveva causato gravi conseguenze di salute. Il figlio della donna, un 54enne di Potenza Picena, insieme a sua moglie, una 50enne di Loreto, se l'erano presa con il primario del pronto soccorso di Torrette Aldo Salvi, aggredendolo ed insultandolo. I fatti risalgono al luglio del 2014. Adesso, dopo 7 anni, la coppia è stata condannata per lesioni, violenza privata, oltraggio a pubblico ufficiale ed interruzione di pubblico servizio. 

Il giudice Maria Elena Cola ha condannato a due anni e due mesi di reclusione lui e un anno lei, pena sospesa. In concorso erano accusati dell’interruzione di pubblico servizio e di oltraggio. Il giorno del decesso dell’anziana, infatti, i due erano piombati furiosi nell’ufficio del primario gridandogli frasi del tipo: «Sei un incompetente, vergognati, tu rubi lo stipendio, sei un assassino». E ancora: «Questo reparto è l'anticamera della morte e voi l'avete ammazzata». Il figlio dell'anziana deve rispondere, inoltre, di lesioni e di violenza privata. Secondo l’accusa era stato lui quel giorno ad aggredire fisicamente Salvi, facendolo cadere a terra con una prognosi di 15 giorni. Mentre il primario tentava di uscire dalla stanza l’uomo gli avrebbe impedito di aprire la porta dicendogli: «Tu non esci vivo da qua». 

L'accusa di interruzione di pubblico servizio è stata contestata perché il medico, difeso dall'avvocato Alessandro Scaloni, per via di quell'episodio aveva dovuto stoppare temporaneamente il suo lavoro e quello del personale medico e infermieristico del reparto di medicina d'urgenza. 

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