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Matteo Galluzzo, in arte Crow

Matteo Galluzzo, in arte Crow

In arte “Crow”, Matteo spicca il volo con il suo rap: «Da ora non si gioca più»

Una passeggiata in un bosco, un corvo che prima lo fissa e poi gli si piazza davanti materializzando lo stato d’animo di quel giorno. E' solo l'inizio della storia

Una passeggiata in un bosco, un corvo che prima lo fissa e poi gli si piazza davanti materializzando lo stato d’animo di quel giorno. E’ cominciata così l’avventura di “Crow”, che in inglese significa appunto “corvo” e che da circa 2 anni è il nome d’arte di Matteo Galluzzo, rapper emergente di Agugliano. Emergente nel vero senso della parola, perché in poco meno di due anni il 17enne che oggi vive a Polverigi ha pubblicato il singolo “Luna” con Lortex, uno dei rapper più noti del panorama italiano, ma è stato anche contattato da un’etichetta che si occupa dell’organizzazione di eventi ed è volato a Milano per aprire il concerto di un altro artista famoso per gli amanti del genere: Vaz Tè. Ad attirare l’attenzione su Matteo è stato proprio il primo singolo, “Tossico”, canzone sul disagio sociale e la fragilità vista dagli occhi degli altri. Recentemente Matteo, anzi “Crow”, è stato contattato da un’etichetta sanmarinese, la Lotus Music, specializzata in artisti emergenti per iniziare un percorso professionale: «Il sogno? Vado per passi ma mi piacerebbe avere una data nelle Marche perché potrei vedere dal vivo quanto piace la mia musica. Sono pronto a dare il mio, inizia un percorso ufficiale. Da adesso non si gioca più». 

«A Milano è stato fantastico perché oltre a fare esperienza ho notato che conoscevano le mie canzoni» racconta Matteo, che quando usa la parola “carriera” resta con i piedi per terra e usa le virgolette: «Si, perché so benissimo che il mio percorso finora è stato tutto molto veloce». Talento e umiltà, tanto che Matteo non si è improvvisato rapper ma ha preso i libri in mano dopo aver scoperto il genere su una trasmissione televisiva: «Su Mtv ho ascoltato una traccia di Salmo e mi sono detto “Cavolo, esiste un genere con cui posso interagire con l’ascoltatore anche dicendo cose crude, allora si che fa per me!”. A quel punto ho iniziato a studiare metrica, ritmica e tutto quello che occorreva come autodidatta». “Tossico” è uscito ad agosto del 2017 al quale hanno fatto seguito “Doppiafaccia”, che racconta le liti generate da persone false, e l’album autoprodotto “By Myself”. In cantiere c’è il singolo “Dimmi te”: «Sarà il mio nuovo inizio con una traccia mixata dalla stessa Lotus e uscirà tra ottobre e novembre». Prima però arriverà la versione video del singolo “Luna”. «Luna parla di una storia d’amore finita male, è stata creata insieme a Lortex che ho conosciuto a Milano. Abbiamo iniziato a parlare, mi ha preso in amicizia e mi ha proposto di fare un featuring per vedere come andava. La canzone è nata da un ritornello che avevo portato a Milano ma che non riuscivo a cantare, ora l’abbiamo pubblicata cantandone un pezzo ciascuno». La collaborazione con un’etichetta significa passare a una musica più commerciale e snaturarsi? «No, perché la Lotus si occupa di start-up, mette a disposizione i mezzi per produrre ma non prende diritti e ti lascia crescere. La musica ce la metto io». 

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