Sindacati: la Cisl Marche chiede più sicurezza per i dipendenti delle aziende elettriche

Le poche mascherine presenti non garantiscono livelli di sicurezza definite nel protocollo condiviso del 14 marzo, è necessario preservarle per gli interventi urgenti

La federazione italiana aziende elettriche Flaei Cisl Marche ribadisce, con forza, che nel settore elettrico vanno effettuate esclusivamente le attività indifferibili legate al mantenimento e al ripristino del servizio elettrico e vanno preservati i lavoratori con l’allargamento della disponibilità a casa con automezzi allestiti per il pronto intervento.

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Le poche mascherine presenti non garantiscono livelli di sicurezza definite nel protocollo condiviso del 14 marzo, è necessario preservarle per gli interventi urgenti e, anche per le aziende elettriche, la strada di una ulteriore garanzia collettiva passi mettendo tutti i lavoratori “in sicurezza” nelle proprie abitazioni pronti ad intervenire per le attività già fissate dall’azienda come ad esempio la gestione guasti; le manutenzioni necessarie ad assicurare il corretto funzionamento delle infrastrutture; gli allacciamenti urgenti (ivi comprese le riattivazioni di punti di prelievo già sospesi pe morosità); l’eliminazione e contenimento di possibili situazioni di pericolo; gli interventi per la salvaguardia dell’ambiente (es.: smaltimento rifiuti) o i servizi di logistica e trasporto funzionali alle indicate attività. "Occorre creare una riserva fredda - si legge nel comunicato - la più corposa possibile, dobbiamo garantire la tenuta del servizio elettrico, non possiamo esimerci dal farlo, ma lo potremmo fare solo se avremo personale disponibile altrimenti, in caso di contagio, si rischia la chiusura di sale di controllo, di intere squadre, di intere sedi. La nostra missione è la tutela delle persone, dei lavoratori e delle loro famiglie, la mission aziendale è garantire il servizio ma mai, come oggi, l’una è imprescindibile dall’altra".

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