Lunedì, 14 Giugno 2021
Cronaca

Fiom Ancona:il sindacato chiede la chiusura totale delle fabbriche

Gli operai lavorano e le mascherine non bastano. Per superare il Coronavirus chiedono la chiusura delle strutture lavorative

«Appare evidente che l’unica tutela per la sicurezza delle persone è quella di restare a casa e di uscire il meno possibile, le fabbriche metalmeccaniche che non producono beni essenziali, o legati alla loro filiera, possono e devono essere fermate». Così parla la Fiom di Ancona attraverso un lungo comunicato stampa. 

«La mascherina non ci basta – dice il sindacato –  e vogliamo che anziché ricorrere a dispositivi individuali venga finalmente intrapresa la strada di una garanzia collettiva che può passare solo per il fermo produttivo delle attività non essenziali. Lo stiamo chiedendo a gran voce da giorni, abbiamo messo in campo azioni di lotta e siamo pronti a riproporle perché troppo spesso la risposta è sempre la stessa: prima i clienti, il fatturato, il profitto poi le persone».

Secondo l'opinione della Fiom le misure di sicurezza fin qui adottate e le intese istituzionali firmate non hanno ancora dato alcun risultato: «le persone continuano ad ammalarsi, il virus continua a dilagare e le nostre Rappresentanze nelle aziende stanno facendo una vera e propria battaglia quotidiana in prima linea, mettendo a rischio anche la propria salute, senza riuscire a mettere in campo una vera  azione di contenimento e di tutela di chi lavora. Dopo l’ultimo decreto legge che introduce  ammortizzatori sociali in deroga per Covid 19, si assiste ad una massiccia richiesta di domande di apertura di Cassa integrazione che solo in pochi casi ha il fine della chiusura temporanea, quindi richiesta con l’obiettivo di  tutelare la salute delle persone che lavorano: così non va bene».

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