Coldiretti Marche, sui cinghiali e selvatici ancora nessuna risposta

«I risarcimenti sono doverosi ma non possono rappresentare la regola – spiegano da Coldiretti Marche – occorre intervenire per riportare subito sotto controllo la consistenza di una fauna selvatica»

ANCONA - Nonostante i continui allarmi e le sollecitazioni a prendere provvedimenti, la Regione non ha ancora messo mano al ripristino urgente delle misure di contenimento della fauna selvatica. Con gli Atc chiusi e le squadre di selezionatori ferme, l’ultimo baluardo a difesa dei raccolti è rappresentato dagli agricoltori. Quelli, quanto meno, in possesso di licenza di caccia e attestato di partecipazione ai corsi organizzati dagli Atc abilitati a intervenire autonomamente nel caso di un’incursione di ungulati sul proprio terreno.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Una possibilità prevista dal Piano di controllo del cinghiale approvato due anni fa dopo un lungo pressing da parte di Coldiretti Marche. Proteste e sollecitazioni che hanno portato anche, lo scorso anno del Regolamento unico regionale per il pagamento dei danni in agricoltura che prevede, fortunatamente, risarcimenti entro 90 giorni dalla stima, corresponsione di interessi legali in caso di ritardo e meccanismi di bonus/malus per i contributi regionali agli Atc a seconda del numero di domande e dei tempi di liquidazione degli indennizzi. «I risarcimenti sono doverosi ma non possono rappresentare la regola – spiegano da Coldiretti Marche – occorre intervenire per riportare subito sotto controllo la consistenza di una fauna selvatica lasciata proliferare indisturbata con l’emergenza sanitaria che ha fermato tutto. I Piani di gestione e controllo vanno attuati perché questi squilibri sono un rischio sia per le attività agricole che vedono i loro sforzi andare distrutti, sia per i cittadini che si ritrovano animali selvatici fin sotto casa ma anche per la conservazione delle biodiversità, la grande ricchezza naturale che è vanto della nostra regione e dell’Italia intera”. Ovviamente tutto non può ricadere sulle spalle degli agricoltori. Coldiretti Marche chiede che vengano ripristinata quanto prima la filiera dei controlli. “In un momento come questo in cui le aziende agricole stanno garantendo la sopravvivenza alimentare della popolazione – ribadisce Coldiretti Marche - non è possibile che gli agricoltori debbano, anziché raccogliere i prodotti, fare la conta delle perdite a causa della fauna selvatica».

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Raffica di esplosioni, poi le fiamme altissime: maxi incendio nel porto di Ancona

  • Incendio al porto di Ancona, quella nube era tossica: ora c'è un'indagine della Procura

  • Incendio porto, in città non si respira: Comune chiude scuole e parchi

  • «Non c'erano sostanze tossiche», ma la Mancinelli non si fida e corre ai ripari

  • Notte d'inferno al porto, la lunga lotta contro l'incendio che ha devastato l'ex Tubimar

  • La sindaca riapre le scuole, ma il Savoia-Benincasa non ci sta: «Noi restiamo chiusi»

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
AnconaToday è in caricamento