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Mercoledì, 4 Ottobre 2023
Cronaca Le Grazie / Via Cupramontana

Caldaia killer, a processo il tecnico che riparò il guasto

Era stato nell'appartamento di via Cupramontana, ad Ancona, dove fu trovato morto un 79enne. In gravi condizioni la moglie e il figlio. La difesa è pronta a dimostrare la sua innocenza in dibattimento

ANCONA – Rinviato a giudizio per omicidio colposo e lesioni. Andrà a processo l'operaio di 37 anni che aveva aggiustato la caldaia di un appartamento di via Cupramontana, dove poi fu trovato morto un 79enne. Gravi due familiari, la moglie e il figlio. La tragedia si era consumata il 12 marzo del 2021. A perdere la vita era stato Giorgio Paladini. La  moglie Lucia, 75 anni, e il figlio Andrea, 52 anni, erano finiti in rianimazione: 40 giorni di prognosi. Chiuse le indagini la Procura aveva ravvisato responsabilità sul tecnico che, il giorno prima dell'incidente, era stato in quella casa a sostituire una guaina. Il problema però non si sarebbe risolto. Al mattino si sarebbero verificati i primi malori e poi la sera, dopo cena, un parente che abita nella stessa palazzina, era andato a casa loro perché non rispondevano più alle telefonate. Aveva trovato il 79enne ormai deceduto, gli altri in gravi condizioni. Il tubo di scarico della caldaia sarebbe stato trovato staccato dal bocchettone. Oggi la gup Francesca De Palma ha rinviato a giudizio il tecnico, anconetano, per omicidio colposo e lesioni. Secondo l'accusa sarebbero state omesse le operazioni necessarie per garantire il corretto funzionamento della caldaia che sarebbe stata alimentata da una eccessiva quantità di gas  da determinarne quindi un malfunzionamento con dispersione di monossido di carbonio nell'aria e tracce di metano. La difesa, rappresentata dall'avvocato Marina Magistrelli, ha spiegato di aver preferito di andare a processo «perché si stabilirà così l'innocenza del tecnico». 


 

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