Giovedì, 24 Giugno 2021
Cronaca

Candidato perse per un solo voto: assolta presidente di seggio

I fatti, accaduti durante le comunali 2009 (poi ripetute, con esito opposto) a Monte San Vito, sono arrivati ieri a conclusione: assolta con sentenza definitiva la presidente del seggio della "scheda del destino"

“Non ci vado al seggio, tanto che differenza vuoi che faccia un solo voto?” è una frase che si sente ripetere spesso, ed in effetti il buon senso suggerirebbe che il pensiero dell’elettore disilluso dell’esempio, per quanto discutibile dal punto di vista civico, ha un suo fondamento “matematico”. E invece accade che, nelle elezioni comunali del 2009 a Monte San Vito, la candidata a sindaco del Pd (e attuale primo cittadino) Sabrina Sartini perde proprio per un solo voto, attribuito alla lista Sordoni, la sua sfidante.

Ovviamente il margine è talmente stretto (più stretto di così non si poteva proprio) da far scattare immediatamente il ricorso. Le sentenze di Tar e Consiglio di Stato consentono di ripetere le elezioni, e Sartini vince, ma nel turbine giudiziario finisce in mezzo Rosemary Martarelli, presidente del seggio in cui era stato espresso il voto fatidico. Inizia così un lungo iter processuale, conclusosi definitivamente ieri quando le motivazioni della sentenza di assoluzione ormai definitiva sono state depositate, scagionando completamente l’imputata dall’accusa di abuso di ufficio.

Secondo i giudici, infatti, tutto si è svolto nell’ambito delle regole: al presentarsi di una situazione di dubbio la presidente aveva chiamato l’allora Prefetto per avere chiarimenti circa l'assegnabilità della scheda, la cui preferenza era stata attribuita nella piena legalità, con un seggio regolarmente costituito ed un verbale debitamente aperto. Nelle motivazioni, riportate dal Corriere Adriatico, si legge infatti che se “l'imputata avesse voluto effettivamente recare vantaggio ad una delle parti, ciò avrebbe potuto fare immediatamente, senza indugiare e preoccuparsi affannosamente di cercare pareri ed indicazioni per assumere la decisione giusta e doverosa. Il comportamento complessivo dell'imputata denota, quindi, buona fede.”

Per la Martarelli si tratta della fine di un lungo incubo giudiziario, mentre per gli elettori che fanno il loro dovere è una conferma: anche un solo voto conta, conta eccome.

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