Venerdì, 22 Ottobre 2021
Cronaca

Appalti in provincia, lavori per 115 milioni ma quasi la metà ad aziende di fuori regione

L'importo totale dei lavori appaltati è di circa 115milioni di euro, un valore che sembrerebbe confermare una certa dinamicità del settore in provincia

I dati sugli appalti in Ancona per il 2016 sono l’occasione per una riflessione a tuttotondo su edilizia e territorio in Provincia. Ne è convinto il sindacato CGIL di Ancona che snocciala i dati relativi agli appalti nel 2016. Sono circa 180 dei quali oltre 140 concernenti attività edili. L’importo totale dei lavori appaltati è di circa 115milioni di euro, un valore che sembrerebbe confermare una certa dinamicità del settore in provincia. Insomma, si lavora in diversi settori, si lavora in tanti comuni ma le aziende e i lavoratori del posto non ne beneficiano o ne beneficiano in minima parte. Si pensi che solo il 9% degli appalti sono svolti da imprese industriali anconetane, per un valore di circa 10milioni di euro. Se si mettono insieme tutte le aziende delle Marche esse svolgono solo il 45% dell’importo lavori complessivo in provincia. Risulta chiaro che, al netto degli appalti non qualificabili come edili, il 42% del lavoro edile provinciale viene svolto da aziende di fuori regione. Tra gli appalti edili più corposi (oltre il milione di euro), le aziende da fuori regione stravincono, aggiudicandosene 5 degli 8. Il dato è interpretabile in diversi modi ma sicuramente pone un tema di competitività delle aziende “nostrane” e di lavoro per tanti del territorio che sono ancora senza prospettive e senza futuro.

«C’è sicuramente un tema di dimensione d’azienda, di scarsità di investimenti e di struttura non sempre adatta alle necessità del territorio - osserva Daniele Boccetti, segretario Fillea Cgil Ancona - Ultimo, ma non in ordine di importanza, c’è anche un tema di criteri di aggiudicazione che favorirebbe imprese di fuori. Se si riflette nella prospettiva della ricostruzione post sisma, diventa lampante che il rischio vero è che i nostri lavoratori, giovani, precari e disoccupati rimangano “fuori dai giochi” perché è evidente che questa forchetta potrebbe ulteriormente dilatarsi in favore delle aziende “trasfertiste”». L’invito, dunque, che si rivolge al sistema impresa, secondo Boccetti «è di compiere quel salto di qualità affinchè investimenti, accorpamenti di imprese, qualità e efficienza operativa costituiscano la carta vincente in termini di concorrenza rispetto ad imprese che puntano esclusivamente sul costo del lavoro e al  massimo ribasso. Un sistema di regole chiare e trasparenti, la regolarità contributiva e l’accorciamento della filiera degli appalti mettono anche al sicuro da episodi come quelli recentemente registrati sul nostro tratto autostradale». 
 

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Appalti in provincia, lavori per 115 milioni ma quasi la metà ad aziende di fuori regione

AnconaToday è in caricamento