Uso sbagliato degli antibiotici: «Alto tasso di mortalità», punto informativo in ospedale

I dati e le campagne di sensibilizzazione sulle conseguenze dell'uso non corretto dell'antibiotico

La resistenza agli antibiotici è un problema di Salute Pubblica di cui si discute molto perché è rilevante sia per l’impatto sulla popolazione, con forte aumento  della mortalità che per la spesa sociale ed economica con perdita di giornate lavorative, ospedalizzazioni ed allungamento dei tempi di degenza ospedaliera. L’argomento sarà affrontato lunedì 18 novembre,  in occasione della Giornata Europea per l’uso prudente degli Antibiotici, su iniziativa della U.O.C. di Medicina Interna dell'Ospedale di Jesi,  insieme con Federfarma Marche, Farmacentro , il Servizio Farmaceutico Ospedaliero di Jesi, il Servizio di Igiene degli Allevamenti e Produzioni zoo-tecniche dell'AV2. “E’ una  una campagna di sensibilizzazione per  informare la popolazione sul corretto uso degli antibiotici” ribadisce la dottoressa Anna Maria Schimizzi , dirigente medico della Medicina Interna dell’ospedale di Jesi che dalle  9:00 alle 16:00 sarà a disposizione per utili consigli, nell'atrio dell'Ospedale "Carlo Urbani" a Jesi.  L’iniziativa si fonda anche sulla distribuzione di locandine informative ed opuscoli, utili sia al professionista della sanità che al cittadino interessato a meglio approfondire , materiale che da  lunedì 18 novembre sarà distribuito  in tutte le  35 farmacie della Vallesina, aderenti a   Federfarma Ancona .

“La campagna di sensibilizzazione ha carattere sperimentale – si legge nella nota dell’ospedale di Jesi- ma c’è l’obiettivo di poterla estendere a tutta la regione Marche. Nella presentazione è stato posto l’accento sull’uso non corretto degli antibiotici che causa  decine di migliaia di morti l’anno. l’Italia ha il triste primato con oltre 10.000 morti l'anno, circa un terzo del totale, secondo i dati del Ministero della Salute. Su 9 milioni di ricoveri in ospedale, ogni anno si riscontrano, inoltre, da 450.000 a 700.000 casi, pari al 5-8% di tutti i pazienti ricoverati. Le stime delle previsioni a lungo termine non sono altrettanto entusiasmanti: nel 2050 le infezioni batteriche saranno la principale causa di mortalità. Simili iniziative   rappresentano un forte segnale ad un aumentato livello di consapevolezza per intervenire in maniera efficace e contrastare il dilagare   dell’antibiotico-resistenza, strettamente associato ad un uso eccessivo e non appropriato degli antibiotici che vanno utilizzati solo quando è strettamente necessario e   dietro prescrizione del medico. Gli antibiotici non solo non sono efficaci contro malattie virali comuni come il raffreddore e l’influenza, ma, al contrario, la loro assunzione in questi casi è dannosa perché favorisce lo sviluppo di batteri resistenti che possono essere trasmessi alle persone che ci stanno vicini, oltre ad alterare l’equilibrio della flora batterica intestinale”.
 

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