Mascherine in tessuto made in Marche: CNA lancia la campagna promozionale

La campagna di CNA Federmoda Ancona in sostegno delle mascherine in tessuto e, in particolare, di quelle prodotte nel territorio

Foto di repertorio

Le Mascherine. Più o meno tutti abbiamo imparato ad usarle, coprendo naso e bocca, e a tenerle sempre sia al chiuso sia all’aperto. Non tutti però sembra abbiano imparato a gettarle correttamente nell’indifferenziato. Capita sempre più spesso di vedere mascherine gettate a terra un po’ ovunque, cosa che danneggia non solo il decoro urbano ma anche e soprattutto l’ambiente. Decine di migliaia di mascherine usate e gettate via ogni giorno; anche quando sono smaltite correttamente, il loro enorme numero sarà comunque presto insostenibile dal punto di vista ambientale. Ecco perché CNA Federmoda Ancona rilancia in questi giorni la sua campagna a favore dell’uso delle mascherine in tessuto, lavabili e riutilizzabili nel tempo. “Il loro costo unitario più elevato rispetto a quelle usa e getta viene presto ammortizzato dall’uso ripetuto che se ne può fare e soprattutto permettono di salvaguardare l’ambiente- spiega in una nota la stessa CNA - a questo aspetto legato alla sostenibilità, se ne aggiunge un altro, altrettanto importante, ovvero quello del sostegno alle imprese del settore moda. Acquistando le mascherine in tessuto infatti, si potrà sostenere soprattutto le piccole realtà produttive che con gli ordini che procedono a rilento trovano nella produzione delle mascherine una alternativa alla confezione di abbigliamento. Per questo motivo, la CNA Federmoda nazionale ha lanciato la campagna ‘Su la Maschera!’ con l’intento di promuovere l’acquisto di mascherine realizzate dalle imprese del territorio”.
 
«Il sistema produttivo della moda – spiega Loredana Giacomini, Presidente CNA Ancona - ha trovato nel periodo del lockdown una possibilità di tenere aperte le imprese e di far lavorare gli addetti: cominciare a produrre mascherine, facendone un prodotto moda, sbizzarrendosi in fantasie e colori, ricami e personalizzazioni che per alcuni ha significato non chiudere. Ora che le mascherine sono sul mercato a 0,50 o anche meno e che non ci sono più problemi di approvvigionamento – continua la Giacomini – la richiesta di ‘mascherine moda’ sta diminuendo e ciò sta comportando nuovi cali di fatturato per le imprese che si sono organizzate per produrle. Il lavoro di queste imprese interpreta non solo i valori di bellezza e qualità dei prodotti, ma anche quelli di una produzione sostenibile dal punto di vista sociale, etico, ambientale. Il legame molto forte tra tessuto imprenditoriale e tessuto sociale rappresenta il valore aggiunto del nostro settore. Tutelare questo patrimonio di conoscenze è nell’interesse di tutti! Ecco il perché del nostro appello ad acquistare e ad indossare mascherine in tessuto». 

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