Libere professioni nelle Marche, dati critici e in peggioramento: lo studio di Confprofessioni

Un ritratto del libero professionista marchigiano in rapporto con quello di altre regioni italiane. Il rapporto di Confprofessioni

Foto di repertorio

Le Marche sono una delle prime regioni italiane per crescita del numero liberi professionisti: nella nostra regione, infatti, se ne contano oltre 39.000, ma rappresentano anche un settore in cui la crisi economica ha avuto effetti pesanti, anche più di altre regioni del Centro Italia. E’ quanto si legge dai dati elaborati dall’Osservatorio sulle libere professioni di Confprofessioni nel suo ultimo Rapporto sulle libere professioni nelle Marche. 

Il rapporto 

Le Marche fanno registrare un considerevole aumento del numero di liberi professionisti nell’ultimo decennio in esame (2007-2017), ma il reddito pro capite è sensibilmente inferiore alla media delle altre regioni del Centro. Nel confronto tra PIL pro capite delle Marche rispetto a quello delle altre regioni del Centro e alla media dell’Italia, si nota come le Marche, con un valore che si attesta al di sotto dei 26.000 euro annui, si posizionino al di sopra soltanto dell’Umbria e nettamente al di sotto dei valori registrati per la ripartizione Centro, e, in particolare, del Lazio e della Toscana. Nello specifico, in un raffronto con quest’ultima regione, più di recente al voto, osservando le aree del grafico evidenziate, si può notare che la perdita di reddito è nettamente maggiore nelle Marche. 

Liberi professionisti

Un dato più positivo, in linea con tutte le altre regioni del Centro, riguarda il numero assoluto di liberi professionisti, nella variazione relativa al periodo 2009-2018. Si nota come in tutte le regioni cresca l’aggregato dei liberi professionisti. La velocità di crescita è differente da regione a regione, il Lazio con una variazione relativa del 29% dal 2009 al 2018 si posiziona al primo posto tra le regioni della sua ripartizione. Nelle Marche si passa da 31.000 professionisti nel 2009 a 38.000 professionisti nel 2018: negli anni considerati si assiste ad un aumento del 24%, percentuale assimilabile a quella dell’Umbria (+25%). La Toscana, in questo caso, registra una crescita relativamente inferiore (+14%), partendo da un aggregato in valore assoluto inziale (95.000 professionisti nel 2009, saliti a 109.000 nel 2018) comunque superiore sia alle Marche che all’Umbria, anche se occorre considerare una sua maggiore dimensione territoriale rispetto a quest’ultime. Infine, un aspetto più critico riguarda il relativo invecchiamento del settore libero professionale. Nelle Marche, rispetto alle altre regioni centrali, si registra il calo più marcato: il 6% in meno nella percentuale di liberi professionisti giovani (under 34) sul totale, dal 22% del 2011 al 16% del 2018. Sia la Toscana che l’Umbria, nella generale tendenza di riduzione, mantengono una variazione percentuale più ridotta, pari all’1%. Di contro, invece, il numero di liberi professionisti over 55, è in aumento in tutto il Centro Italia e nelle Marche.
 

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