Da Ancona al noir de L’Avana, Carlini presenta la sua “Belva”

Il miglior investigatore della polizia cubana, quasi vicino al ritiro dalle scene de crimine, deve risolvere un giallo "made in Ancona"

Foto tratta da Wallhere

Il miglior investigatore della polizia cubana, quasi vicino al ritiro dalle scene de crimine, di fronte ad un criminale astuto, abile e preparato, un assassino a dir poco spietato che non lascia tracce – e nemmeno capire il perché uccida. I due ingaggiamo un duello su una affascinante scacchiera sotto il cielo cubano da risolvere in un finale che lascia spazio ad  una sorpresa e ad un possibile seguito. “La belva (Terrore a La Habana)” è frutto dell’invenzione di Sal Lucania, pseudonimo di Sandro Carlini, autore italiano, anconetano, ma che ha vissuto per circa 15 anni tra i Caraibi e Cuba, dove ha ambientato il romanzo, le cui pagine liberano tensione pura tra le atmosfere criollas del La Habana e le strade illuminate da mille colori, invase dalle note della salsa come del jazz, intessute di melodie tristi che ombreggiano il noir insinuandosi tra l’odore del tabacco, del caffè, del rhum. 

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Il romanzo è stato presentato nei giorni scorsi al ristorante Amelie di Ancona (quartiere Piano San Lazzaro)  alla presenza di Fabrizio Sichi ed Eros Giardini.  «L’ispirazione è nata mentre vivevo a Cuba e per via delle suggestioni e del fascino che i Caraibi sanno esprimere ed emanare ho voluto ambientarlo proprio lì, dove mi sono trovato molto bene e di cui ho ricordi particolarmente piacevoli - ha detto Sal Lucania alias Sandro Carlini – E’ stata una delle più belle esperienze della mia vita, era il luogo giusto dove poter pensare una storia come questa, che mi ha consentito – dice scherzando - di appiccicare qualche mio piccolo vizio al personaggio principale, fumare e bere qualche bicchierino di buon rhum». E forse ci sarà un seguito, «sì ci sto pensando, ho già in mente alcuni sviluppi della vicenda» conclude misterioso come il suo killer.  
 

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