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Un anno con i carabinieri forestali: presentato il calendario CITES

Nel calendario vengono riportate dodici specie animali e vegetali rare raffigurate da spettacolari fotografie. Testimonial di quest'anno, Licia Colò

La valorizzazione del ruolo dei Carabinieri a protezione della flora e fauna a rischio di estinzione e del loro impegno a contrasto dei reati ai danni di queste specie. E’ il tema del Calendario CITES di quest’anno. Le specie “bandiera” presentate nel calendario sono in pericolo di estinzione per fattori molto spesso legati alle attività umane: alimentazione, commercio, collezionismo e rappresentano tasselli importanti della biodiversità del nostro pianeta. Ogni mese, la specie protetta è stata associata ad una specifica attività operativa assicurata dai Carabinieri a tutela della stessa. Nel calendario, realizzato anche con il contributo del Ministero dell’economia e delle finanze e stampato dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, vengono riportate dodici specie animali e vegetali rare raffigurate da spettacolari fotografie. Testimonial d’eccezione di quest’anno Licia Colò, da sempre vicina alle tematiche ambientali, la quale ha offerto gratuitamente la propria immagine per un video realizzato dall’Arma dei Carabinieri. Il biologo Francesco Petretti, Presidente della Fondazione Bioparco di Roma, ha invece moderato la presentazione del Calendario, pubblicato sul sito e sui canali social istituzionali, che si è tenuta presso il Comando Unità Forestali Ambientali e Agroalimentari Carabinieri alla quale ha partecipato il Generale Massimiliano Conti, Comandante del Raggruppamento Carabinieri CITES. E proprio Licia Colò nel video si rivolge direttamente ai giovani: «Siete voi i nuovi custodi di questi habitat così meravigliosi e multicolori, ricchi di vita” invitandoli a conoscere e a rispettare la natura».

Lo spot di presentazione è spettacolare - il video

Le principali attività

Gli accertamenti hanno riguardato principalmente il settore del contrasto ai traffici illeciti di specie animali e vegetali tutelate dalla Convenzione di Washington, finalizzati a verificare il rispetto della normativa sul commercio internazionale di flora e fauna selvatiche minacciate di estinzione e il settore dell’illegal logging, relativo all’importazione i legname o prodotti del legno. Riguardo all’attività amministrativa svolta dai Nuclei Carabinieri CITES, sono stati rilasciati 493 certificati di riesportazione (RX) di manufatti, prodotti principalmente dalle aziende del comparto calzaturiero marchigiano e 251 certificati comunitari (CE) di detenzione di specie tutelate dalla CITES: questa documentazione, prevista nel dettaglio dalle procedure CITES, certifica la corretta modalità di commercio, cessione e/o detenzione di specie animali e vegetali protette dalla Convenzione. 

Tra le principali operazioni effettuate nel corrente anno, la più recente è stata l’Operazione “Atacama”, di ambito internazionale, condotta dal Nucleo CITES di Ancona e che ha portato al sequestro di oltre 1.100 cactus estirpati dai deserti cileni, messicani e americani, con due persone denunciate presso la Procura della Repubblica di Ancona per un traffico di oltre un milione di euro. Nel mese di luglio un ingente sequestro di 260 kg pelli di Pitoni, Varani e Tartarughe marine oltre a 9 kg di pelli di pesce (Arapaima) prive della necessaria documentazione CITES, è stato effettuato dai Nuclei CITES ongiuntamente alla Guardia di Finanza di Civitanova Marche. Oltre alla denuncia presso la Procura della Repubblica di Macerata il responsabile legale della ditta è stato sanzionato per un importo pari a 10.000 euro, per omessa tenuta del previsto registro CITES. Nell’ambito dell’operazione “Oro Bianco”, il Nucleo CITES di Ancona ha sequestrato 15 reperti realizzati in avorio a carico di due soggetti, uno presso un mercatino dell’antiquariato di Ancona dove sono stati sequestrati 12 manufatti di avorio costituiti da bracciali, collane e orecchini, l’altro a Pesaro, dove sono state sequestrate 2 statuine ed un pugnale esposti per la vendita: tutto il materiale era privo della prevista documentazione CITES.

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