Venerdì, 24 Settembre 2021
Attualità Falconara Marittima

Squadra Rialzo e Villa Montedomini, cittadini invitati a votare i "luoghi del cuore"

L’immobile di Villanova, aperto al pubblico proprio in occasione delle giornate Fai, ha già catalizzato l’interesse degli appassionati

Il Comune di Falconara invita tutti i cittadini a votare gli edifici simbolo di Falconara nell’ambito della decima edizione de ‘I luoghi del cuore’, il censimento lanciato dal Fai in collaborazione con Intesa San Paolo per individuare i luoghi italiani più amati e quindi degni di tutela e recupero. I tre luoghi più votati avranno diritto a un contributo tra i 30mila e i 50mila euro, per finanziare un eventuale progetto di recupero da presentare entro otto mesi dalla pubblicazione della classifica.

Sono previsti contributi di 5mila euro a sostegno di progetti per valorizzare i luoghi che avranno ricevuto almeno 50mila voti. Un ulteriore bando rimetterebbe in gioco anche i luoghi che hanno ottenuto un minino di 2mila voti, sempre con un finanziamento di 5mila euro. L’iniziativa servirebbe comunque a valorizzare a livello nazionale luoghi particolarmente cari del territorio falconarese. C’è tempo solo fino al 15 dicembre per votare: tutti i cittadini possono farlo online attraverso i link https://www.fondoambiente.it/luoghi/ex-officina-squadra-rialzo?ldc (per la Squadra Rialzo) e https://www.fondoambiente.it/luoghi/villa-montedomini?ldc (Villa Montedomini).

In primo piano tra i 10 candidati falconaresi c’è la Squadra Rialzo, che ha scritto la storia del territorio all’inizio del Novecento e che da alcuni anni catalizza l’attenzione degli appassionati. «La ex officina ferroviaria – dice l’assessore all’Urbanistica Clemente Rossi – è un edificio simbolo di Falconara e della sua storia industriale, un luogo suggestivo non solo per i falconaresi, come dimostra il gran numero di visitatori registrati durante le giornate Fai e nelle iniziative precedenti di apertura al pubblico. L’immobile ora è di proprietà dell’Api, ma questo non esclude in futuro la possibilità che torni ad avere un ruolo centrale per la città e per la sua economia: il turismo degli appassionati di trasporto ferroviario, negli ultimi anni, ha coinvolto in Italia centinaia di migliaia di persone provenienti anche dall’estero e la Squadra Rialzo potrebbe diventare una tappa importante nell’ambito di itinerari dedicati».

Per sostenere la candidatura dell’ex Squadra Rialzo si è mobilitata anche l’associazione ‘Amici della trazione a vapore’, che ha raccolto finora un centinaio di firme con i moduli Fai da spedire per raccomandata. L’associazione da anni si batte per il recupero della storia ferroviaria di Falconara, attraverso il restauro di treni d’epoca e con una serie di iniziative per valorizzare l’ officina di Villanova. Potrebbe essere promotrice di un progetto di riqualificazione anche attraverso una Fondazione già creata dalla stessa associazione, che si ripromette di ricavare nella Squadra Rialzo un museo dei trasporti aperto al turismo e alle attività culturali. «La ‘Squadra Rialzo’ di Falconara Marittima – si legge nella pagina che il Fai ha dedicato al grande immobile storico di Villanova – è un edificio sorto agli inizi del XX Secolo come officina ferroviaria specializzata nelle revisioni e nelle riparazioni dei carri merci, che qui giungevano da tutta Italia e sorge al termine dei binari di collegamento con la stazione ferroviaria. Costituì il primo complesso industriale della cittadina arrivando presto a occupare più di 100 operai che qui, spesso, si formavano per poi costituire proprie officine».

Il legame del Fai con la storica officina ferroviaria risale al 2014, quando  il Fondo Ambiente Italiano organizzò la prima visita a questo luogo, in genere inaccessibile. Già nei primi anni Duemila, quando ancora l’immobile apparteneva al gruppo Ferrovie dello Stato, le amministrazioni comunali dell’epoca organizzarono eventi all’interno dell’edificio che riscossero buon successo di pubblico.

Tra i candidati del censimento Fai c’è anche Villa Montedomini, la dimora signorile del ‘500 in cima alla collina di Montedomini, un tempo residenza dei conti Ferretti, completata da un grande parco di 30mila metri quadri e da due casali. Caratteristica è la lunga scalinata in mezzo al verde che dalla villa scende fino all’abitato di Castelferretti. Anche in questo caso, nel corso degli anni, le associazioni si sono mobilitate per salvarla dal decadimento e dagli atti vandalici. La villa e gli edifici diroccati alle pendici della collina sono di proprietà dell’Inrca, con la quale da tempo l’amministrazione comunale si confronta per un recupero dell’intera area. L’ultimo incontro risale al settembre scorso. Il complesso di Villa Montedomini era stato inserito due anni fa nel progetto ‘Cammini e percorsi’ dell’Agenzia del Demanio.

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